Archivi tag: odio

Personae

Quando ho letto la notizia che nel PdL circola l’ideuzza di abbassare il limite della maggiore età, sono stato scosso da un brivido. Poi ho riso, istericamente. Poi mi sono ripreso e ho capito.

Ha ragione lui: la gente è invidiosa, tutti vorremmo essere come lui, soprattutto chi non sta bene. Perché lui ci sta benissimo, in questo Paese: sta facendo dell’Italia il posto adatto per lui (ad personam, no?), non importa se ci sono altri cinquanta milioni di individui. Berlusconi non sta trattando lo Stato come un’azienda (vi ricordate il 1994? “Se è così bravo con le sue attività, lasciamolo fare!”), ma come il suo salotto da arredare. Non importa se quella stanza dovranno viverla altre persone: a lui piace che in tal angolo ci sia un caminetto di marmo nero con rifiniture in oro e radica? Così è. Punto. E di queste finezze d’arredo stiamo parlando, perché Berlusconi ha i gusti di un cafone arricchito. La maschera (dramatis persona) è caduta in terra, ma la rappresentazione non si ferma comunque, anche se l’attore principale esce dal ruolo. Perché? Questo è il nostro problema, tanto quanto l’ormai palese delirio (inteso in termini medici) è il suo.

Lascia un commento

Archiviato in Taxman

Conti

C’è chi vede questo giorno come l’ultimo di qualcosa – giorno di bilanci, quindi. Altri preferiscono pensare a domani, il primo giorno di qualcos’altro – giorno di propositi, progetti, ricominciamenti (si dirà?).

Io invece penso solo con ansia a un momento tra qualche ora. Penso al conto alla rovescia per la mezzanotte. Ecco, quei quindici-venti secondi (che possono arrivare a quaranta-cinquanta nei momenti di particolare sadismo) sono per me un momento tremendo. Un tempo c’era la televisione accesa, per dire “menodieci” insieme al presentatore di turno (anche se questo era mascherato da scuse come “E vabbè, mica vorrai festeggiare la mezzanotte quando non è mezzanotte?”). Poi c’è stato il momento in cui uno prendeva l’iniziativa, diventava l’ora di riferimento e iniziava il conto, con lo stesso piglio con cui si iniziano ad urlare gli slogan nelle manifestazioni di piazza.
Ultimamente, invece, si va completamente a cazzo, ed è bellissimo. Tutti sono persi o comunque già non perfettamente sobri prima della mezzanotte, e quindi qualche minuto prima dell’ora fatidica partono conti alla rovescia a caso, fermati da cori di “Ma no!” e poi ripresi. Chissà che succederà stasera. Comunque, visto che starò a casa mia, vieterò la televisione e servirò parecchio da bere, tanto per ricreare le condizioni di casino a me propizie.

A voi tutti un buon inizio di 2007. Vogliatevi bene, sul serio. E mica solo oggi o domani.

15 commenti

Archiviato in I Me Mine