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Ricordati che devi morire – 1

Il momento è duro per tutti, ma da sempre, nella storia dell’umanità, le religioni hanno dato speranza alle persone preoccupate e disperate. Il Cristianesimo, in particolare, con la figura di Gesù propone un Salvatore amorevole e pieno di compassione, così diverso dal Dio dell’Antico Testamento.
Ma in effetti volete mettere le guance da schiaffeggiare e i prossimi da amare con quei bei momenti crudeli, vendicativi e apocalittici, pieni di effetti speciali e con personaggi che paiono scritti attorno ad attoroni dell’Hollywood che fu? I tempi di crisi ripropongono esempi di comunicazione basati sul Peccato, l’Apocalisse e (forse) una Redenzione.

Qualche settimana fa, per esempio, mi è arrivata una mail che aveva come titolo: “Chiedo il ROSARIO tutto l’anno per proteggervi dal maligno“. Un uso variopinto di maiuscole e sottolineature del carattere che sarà una costante nella mail: la lettera prosegue così (sic, copio e incollo).

In tutte le apparizioni la Santissima Vergine Maria chiede la recitazione quotidiana del Santo Rosario perché l’influsso del demonio è continuo mentre la PROTEZIONE della preghiera si ESAURISCE.

Insomma, protezione permanente contro il maligno. Bisogna ricaricarsi a botte di rosario. Quando? Come? La posologia!

Come insegnava Padre Pio è necessario recitarlo tre volte  al giorno (8-15-20) per tutta la vita per conquistare e conservare  il dominio delle facoltà e la salute dell’anima. Diversamente, attraverso la GOLA, il SENSO e l’INTELLETTO satana ti trascina nel peccato fino alla demenza per infliggere gradi di morte al creato (malattie, calamità, incidenti) ed estendere il suo dominio di morte mentre tu deformi l’anima e rischia la DANNAZIONE ETERNA.

Bang! La cartuccia “Padre Pio” è stata sparata (ve lo immaginate come uno dei tre proiettili della pistola di Eddy Valiant in Roger Rabbit?), e dà orari precisi. Successivamente, l’illuminato mittente ci fa capire che digiunare, sentire (qualsiasi cosa) e pensare sono azioni dannose che portano allo sconquasso. Mi chiedo solo se la “s” di Satana sia minuscola in segno di scherno al Principe delle Tenebre. Ci si rifà comunque con quel maiuscolo grassetto finale, che pare scolpito nel marmo.

La parte successiva dell’e-mail cambia improvvisamente tono, e si fa quasi manualistica, definitoria e normativa.

Se hai un buon prete ti dirà di andare a messa ogni domenica, rispettare i comandamenti, confessarti una volta al mese, ricevere l’eucaristia e recitare, ogni giorno della vita, il SANTO ROSARIO. Diversamente prega per lui (liberarlo dall’influsso del demonio) e cercane un altro.

Fino al gran finale (che, ripeto, copio così com’è scritto):

+ Preghi + Grazie ricevi

Una specie di raccolta punti: slogan splendido.
Tuttavia la mail ha una sorta di post scriptum intitolato “Passaparola” (scritto in grassetto corsivo corpo 16, ma che ve lo dico a fare, avete inteso). Eccolo.

1) Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II sono stati uccisi da Benedetto XVI

Ullallà!

2) L’ex premier S. Berlusconi, G. Bush e la CIA sono satanisti: invocano il demonio per trascinare persone e categorie di persone a credere, pensare, desiderare e fare quello che è più comodo ai loro interessi e dominare il mondo economico, politico, scientifico e militare.

Potrebbe essere un’ottima spiegazione: più credibile delle loro…

3) La democrazia è arrivata alla FINE. La mente non genera intuizioni, pensieri e ragionamenti ma li ricevono dall’anima sotto l’influsso dello spirito. Chi invoca il demonio domina le facoltà dei peccatori e fa quello che vuole: vince le elezioni o fa salire e scendere chi vuole

Li ricevono chi? Il percorso è quindi spirito-anima-mente-intuizioni, pensieri, ragionamenti?

4) Il crollo dell’economia mondiale è legato al crollo del satanismo e sarà irreversibile. Arriveranno caos, fame e guerre. I conflitti che seguiranno porteranno alla terza guerra mondiale (Cina). Le basi militari Americane  attireranno un diluvio di fuoco sull’Europa. Parigi andrà in fiamme e della Città del Palladio non resterà pietra su pietra. Solo chi reciterà ogni giorno il Santo Rosario riuscirà ad affrontare le cose che verranno.

E qui la logica va a farsi benedire (o maledire?). I due crolli sono in relazione diretta o inversa? La terza guerra mondiale è la Cina, o ci hai già detto come va a finire? E soprattutto, perché prendersela con Vicenza?
Comunque, ricordate: 8, 15, 20. Tre volte al dì e passa la paura.
Rosario: leggere attentamente le avvertenze?

continua

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Archiviato in I Am The Walrus, Lady Madonna

Il regalo utile

Non so se TV Sorrisi e Canzoni sia tuttora il settimanale più venduto in Italia: se così fosse, non ne sarei stupito. Non l’ho mai comprato, ma l’ho spesso sfogliato, quand’ero piccolo, da amici o nelle sale d’attesa.
Dopo anni che non ne vedevo una copia, ho trovato l’ultimo numero della rivista nella buca delle lettere, qualche giorno fa. Ho subito pensato che ci fosse qualcosa su Berlusconi, dentro, non so perché. Conservo ancora gelosamente il suo magazine elettorale, spedito a tutti qualche anno fa. Invece no, niente Berlusconi, penso portandolo a casa.
No, niente Berlusconi, ma dopo aver letto:

– un editoriale di Alfonso Signorini che si indigna per la TV e il giornalismo spazzatura. Davvero;
– una lettera dai toni indignati di un telespettatore che denuncia una possibiità di brogli durante l’ultima puntata de “L’Isola dei Famosi” (lettera posizionata sotto l’editoriale);
– un articolo in cui Paolo Limiti rivela di avere i testi delle canzoni scritte da Giovanni Paolo II e che pensa a uno spettacolo sulle stesse con i più grandi interpreti della canzone italiana (cioè Al Bano, per dirne uno);
– e i testi delle canzoni del Papa,

mi sono sentito tanto, tanto, tanto triste, e sconsolato.
Poi ho visto Gerry Scotti, che per promuovere il suo prossimo programma si è vestito per un servizio fotografico da Jack Black che fa Gulliver. Ehi, ho pensato: la mia vita non è poi così male.

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Fourty-eight hours – Loos, planes and queues

Questo il tempo effettivo in cui sono stato a Londra, alla fine. Anzi, quarantacinque, visto che tre le ho passate in un non luogo per eccellenza, l’aeroporto di Stansted, dove una massa umana italica enorme ha dovuto fare una fila mostruosa prima per il check-in del volo, e poi per i controlli di sicurezza. Efficientissimi, per carità: ero pronto ad un’ispezione anale, e credo ci sia mancato tanto così. Se non altro ho preso l’aereo al volo, come nei film. “You’re lucky”, mi sono sentito dire dall’assistente di volo. Due minuti di orologio dopo l’aereo iniziava a rullare sulla pista.

Il primo impatto con Londra, dopo dieci anni, è stato traumatico: Italia ovunque. Nei ristoranti in giro, nei panini preconfezionati, nei vari caffè, nelle vetrine dei negozi di moda. Mi guardavo intorno meravigliato, rischiando la vita ad ogni incrocio: la guida è rimasta gloriosamente britannica, a sinistra.

Il secondo impatto con Londra è stata la prima pinta in un pub, verso le cinque di pomeriggio di venerdì (sapete, per me erano le sei, quindi quasi ora dell’aperitivo: meraviglie del jet-lag). Entro nel bagno del locale, genialmente posto dopo due rampe di rapidissime scale: praticamente una selezione naturale. Sul muro del cesso la scritta “Pope rules ok”, che faceva curiosamente il paio con quella vista all’aeroporto, appena atterrato a Stansted: quella diceva “protestants” e, sotto, un classicissimo “fuck the pope”. Prima madeleine: quando andavo in vacanza studio in Inghilterra, a metà degli anni ’90 (fa impressione scritto così, eh?) una delle t-shirt che andava di più raffigurava Giovanni Paolo II con uno spinello in bocca e la scritta “I Like the Pope. The Pope Smokes Dope”. Mai comprata. Peccato.

Il giorno dopo, Tate Modern. Mi sono sentito un po’ come Jonathan Rhys-Meyers in Match Point. Scarlett non si è presentata, peccato. Inutile parlare qua delle bellezze esposte (nel senso di opere d’arte, santiddio). Parlerò invece di nuovo di cessi. Stavolta la scritta, geniale, recitava: “I’ve just made a modern fart“.

L’ultima sera, il Vortex, un jazz club dove ho condiviso il tavolino prenotato a suon di dodicisterline con tale mr Foot, annunciato dal suo cartellino di prenotazione (impagabile: quando è arrivato l’omino al tavolo ho sfoderato il mio miglior accento britannico e ho detto “Mr Foot…?”, e giuro che l'”I suppose” è stato ad un passo dall’essere pronunciato). Diciotto euro per vedere un concerto di una simil Dusty Springfield, con metà della voce, e il doppio della mimica. Mr Foot estasiato, io molto molto meno. No, perché va bene l’interpretazione, ma cantare in una canzone “dolphins” e fare il gesto ad ondina con la mano è davvero troppo.

Bene, vado. Stasera, seconda puntata di Seconda Visione. Domani, per chi fosse interessato, a Sparring Partner c’è Massimo Carlotto in diretta.

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