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La posta di A Day in the Life

Mi scrive M., che mi dice:

In una settimana ho visto dirigenti di una multinazionale fare il trenino su una canzone dei Lùnapop, ho cenato con una ex-letterina e un comico televisivo, ho mangiato pasticcini con un’ex-presentatrice di Fuego e con un veejay, sono con un’amica alla festa della Redbull; di notte leggo Bergson per salvarmi l’anima e sta arrivando Natale. Mi sparo o stermino il mio prossimo?

Caro M., la soluzione al tuo quesito non è semplice. Hai due strade. La prima è attualizzare tutto ciò che vedi facendolo, oppure fare un passo avanti nelle frequentazioni. Mi spiego. Inizia a cenare con le letterine e le presentatrici, e sii tu ad aprire il trenino, ma non su una canzone dei Lùnapop (chi li ascolta, ormai?), bensì su qualcosa di più attuale. Non ti limitare a mangiare pasticcini con un veejay, fatti ospitare a Total Request Live, e pretendi i pasticcini in camerino. Non andare ad una festa: sii tu ad organizzare un Bacardi Breezer Party (e, in tal caso, chiamami). In questo caso, però, dovrai lasciar perdere Bergson, e lui potrebbe averne a male.
Hai però un’altra strada: continua a studiare Bergson, sfoderalo nei momenti più impensabili e sorprendi i tuoi commensali, spiegandogli magari anche le sue influenze sulla teoria del cinema di Deleuze. Per fare questo basta introdurlo come un precursore degli Air o dei Noir Desir. Li lascerai a bocca aperta, e potrai così sfilare loro il portafogli, magari aiutato dalla confusione del trenino. Se la tua opera di persuasione funziona, potrai anche far sì che, per esempio, una letterina si iscriva a filosofia, o che un veejay si trovi ad aprire una puntata di MTV on the beach, parlando del senso del tempo.

Scherzavo: sterminali tutti. Ma ricorda che l’unica cosa veramente inevitabile dell’elenco che mi hai scritto è l’approssimarsi del Natale.

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