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No, giusto una breve nota per dirvi che domani a Sparring Partner c’è Paolo Sorrentino che chiacchiererà con me, Fede MC e con voi del suo ultimo film L’amico di famiglia. Non al telefono, proprio negli studi della radio. Se avete domande, usate la sezione “contatti” di Sparring Partner. Se arrivate tardi c’è il podcast e anche l’archivio audio. Non dite che non eravate stati avvisati.

Poi mercoledì c’è al telefono Giampaolo Felici degli Ardecore.

Ecco l’intervista!

E poi inizierò anche a scrivere sul blog di Sparring Partner. Appena la Clone Inc. mi consegna un altro me, che si occuperà anche di rispondere a mail piacevoli, scrivere regolarmente qua, riprendere il fotoblog, andare a bere le birre.

Ultim’ora: Paolo Sorrentino ha la febbre, quindi, come da scaletta, oggi si parla di Caravaggio. Butta via.

Ma alla fine l’intervista a Sorrentino l’ho fatta…

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Della distribuzione della gente in Roma e di quanto valga (vedere) un Caravaggio

Ovviamente non ce l’ho fatta. Volevo rivedere la Cappella Sistina, stamattina, ma non ce l’ho fatta. Il letto mi ha trattenuto per qualche tempo in più del dovuto e così sono arrivato davanti ai Musei Vaticani dopo quello che pensavo potesse essere un orario decente. E infatti. Ho visto la coda per entrare e l’ho percorsa a ritroso. Per un bel pezzo. Insomma, alle undici di mattina la coda dei turisti in attesa di entrare ai Musei Vaticani cingeva un terzo di mura del Vaticano. Agghiacciante.
Mi sono messo quindi a leggere il giornale in piazza San Pietro. E quest’atteggiamento di fermarsi-in-posti-frequentati per leggere è stato il fil rouge della mia prima giornata a Roma.

Il punto è che pensavo che Roma fosse deserta. In effetti i romani non ci sono per niente, ma il loro posto è preso dai turisti. Me li immagino: trecentomila turisti che non trotterellano a Trento, ma che tamburellano (impazientemente le dita) aspettando che i romani se ne vadano in vacanza.

“Ragazzi, se n’è andato anche l’ultimo! Andiamo!”

E un’orda di turisti invase l’Urbe.
Che quindi è ovviamente popolatissima nelle zone strategiche e deserta nelle altre.

Sono stanchissimo a casa. Diciamo che ho camminato un bel po’, da stamattina, ma molto molto (il qui presente è uno che ama camminare nelle città). Ho visto due meravigliosi Caravaggio in Santa Maria del Popolo (mentre non so se andrò a rivedere per l’ennesima volta quelli di San Luigi dei Francesi). A proposito dei quadri nelle chiese. Ascoltate qua. I quadri in questione sono spesso in cappelle laterali, di solito poco illuminate naturalmente. Per vedere bene i quadri, insomma, ci vuole una luce artificiale. A San Luigi dei Francesi la luce dei Caravaggio si paga a tempo: c’è un congegno in cui si infila una moneta e più vale più dura la luce. A Santa Maria del Popolo, invece, c’è un congegno ancora più diabolico. Non è la moneta a fare scattare la luce, ma un pulsante. Sopra il quale c’è una semplice cassettina per le offerte. Ma quando uno mette una moneta, essa-la moneta produce un “clang” metallico incredibile.
Così si sente se uno paga. E si gode il suo bell’euro di Caravaggio.

E adesso metto il dvd di Frankenstein Junior, mi spezio l’anima e parto.

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