Archivi categoria: Glass Onion

Felicità

A quanto pare, Romina Power si faceva le canne, e se ne faceva pure parecchie. Ora si spiega l’espressione perennemente assente in video e foto della “cantante”, nonché la disperata richiesta di Albano espressa in alcune canzoni.

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Anniversari

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Dilbert ci azzecca sempre

Ahinoi.

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La prova che esiste l’orgasmo “contro natura”

Uno spot di una banca ceca il cui slogan recita qualcosa come “Goditi la prima transazione”. Dimmi te se mi tocca fare il moralista.

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Commercial(s)

Lo so che non ha senso fare paragoni, ma dopo avere visto quello che ha fatto Tornatore per Esselunga, il pensiero corre a quello che Woody Allen aveva fatto per la Coop, producendo – peraltro – una delle sue poche campagne pubblicitarie veramente originali.

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Idee regalo

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Pimp My Life

Mi parlano spesso di RealTime, uno dei canali che va per la maggiore. Quando mi descrivono i programmi che la rete trasmette, vengo a conoscenza di show in cui, ad esempio uno arriva e ti sistema casa. O ti sistema la famiglia. O il cane. O la cucina. O potenzia il tuo salone da parrucchiera.
Insomma: molti “soggetti” di questi programmi si possono riassumere con il modello archetipico di “Pimp My Ride”, programma targato MTV, dove c’era uno che prendeva la tua quattroruote scassatina e te la faceva diventare un’auto da tamarro patentato (è il caso di dirlo), dalle sospensioni iperboliche e dai colori fiammeggianti. Un “di più” barocco, sfrontato e identificabile nell’idea di “massimo ottenibile” che molti degli spettatori a cui il programma era indirizzato (per lo più giovani poco colti appartenenti a minoranze o a un “white trash” solo un po’ più qualificato) condividevano.
Ora l’idea si allarga e si trasmette a tutti i lati della vita: “Pimp My Life”, appunto. Mi pare che, alla base di questo, ci sia, come sempre, l’imposizione di modelli legata a un'”insoddisfazione coatta” rispetto a ciò che si ha e (quindi) a ciò che si è.
Tutto ciò mi preoccupa in maniera inversamente proporzionale a quanto mi sorprende: non c’è neanche l’idea, molto radicata nella tradizione americana, più che anglosassone in genere, del miglioramento del proprio stato attraverso l’impegno, il lavoro, la dedizione. No: il miglioramento è possibile unicamente se interviene un deus ex machina, che si Xbit o Alessandro Borghese poco importa. Meglio ancora se questo fattore esterno interviene in un ambiente già pieno di soldi. Mi raccontava una volta l’amico P. che uno dei programmi di RealTime riguarda l’annosa ricerca di un’abitazione da acquistare. I protagonisti, però, non sono due giovani alle prese con mutui ventennali, no: sono persone che hanno centinaia di migliaia di euro a disposizione. L’identificazione di “Pimp My Ride” diventa ora pura ammirazione per qualcosa che è “real”, sì, ma distante, irraggiungibile, intoccabile. Qualcosa che, probabilmente, abita agli stessi livelli (attico?) del deus ex machina che compare in scena. Eppure, il pubblico ci sta, guarda, si appassiona. Perché? Perché, banalmente, è un modo di dimenticare la propria vita, la propria auto, la propria casa? È sufficiente questa come spiegazione?

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31 anni fa

Lo sapete tutti dell’orrore di ciò che è successo in quel 2 agosto 1980 e in tutti i giorni successivi fino ad oggi, ricolmi di bugie, insabbiamenti, depistaggi. Io mi ricordo benissimo di quando i miei genitori mi raccontarono perché quell’orologio era fermo e cos’era quello squarcio nel muro. Non saperlo prima, ma impararlo là, nel luogo in cui tutto era avvenuto, ha fatto sì che ogni volta, ogni singola volta che ho messo piede in Piazza Medaglie d’Oro abbia pensato a quel giorno. Anche questo è non dimenticare: credo che talvolta la memoria sia un fardello faticoso, quotidiano e insostituibile. E la stiamo perdendo.

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Ladies and gentlemen, rock’n’roll

Pare incredibile, ma esattamente 30 anni fa iniziava le trasmissioni MTV. Si sa che il primo video trasmesso fu “Video Killed the Radio Stars” dei Buggles, ma le prime vere immagini sono state queste.

Capito? Rock’n’roll. Trent’anni dopo, mi pare che MTV sia morta, ma ne vorrei conferma. La guardate? Che guardate? Che c’è su MTV? Lo fanno il rock’n’roll? A rileggere la storia di come e quando MTV è stata portata in Italia, ben prima della nascita della sua branca italiana, ci si commuove: qua si parla di Tele+, di ReteA, di Telemontecarlo. Lacrime. Ed è forse questa sequela di nomi, più che l’anniversario di oggi, che mi fa pensare davvero di avere vissuto con coscienza un’altra era culturale e tecnologica. Mi ricordo lo stare in attesa dei video per poi registrarli su VHS. Lo stare in piedi per vederli, nella fascia da mezzanotte alle 2. Andare a scuola e vantarsi delle clip catturate, come farebbe un cacciatore di farfalle.
Giovanissimi all’ascolto, fidatevi: era una rottura di palle, le videocassette facevano schifo, pesavano e ingombravano assaje. YouTube è molto, ma molto meglio. Un po’ come comprare (quasi gratis) “Farfalle da collezione” in edicola, invece che inseguirle nei boschi.

Nota: nessuna farfalla è stata ferita o uccisa per scrivere questo post. L’autore del blog disapprova la caccia alle farfalle e le collezioni da edicola.

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L’eccezionale ultimo sketch di Perle ai porci

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Sì, l’ho intervistata veramente

Less tv presents: PJ Harvey in Italy from Less tv on Vimeo.

Grazie a P. e J. No, non Polly e Jean, dai.

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Mamma, mamma, sono (di nuovo) su YouTube!

Niente resterà impunito: né io che sembra che stia su una sedia infuocata, né l’espressione della conduttrice quando dico male di Inarritu. Buona visione.

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Incredibilmente non mandano alla tv cose come questa

Grazie al caro F., sempre prodigo di segnalazioni.

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We need to talk

Ho visto di recente The Gates, sfortunata (e abbastanza scarsa) serie orrorifica della ABC. Durante tutte e tredici gli episodi, mi sono reso conto che il vero problema della cittadina-fortezza-che-nasconde.molti-segreti è che hanno bisogno di parlare. Moltissimo. Ho costruito, quindi, questo video con le prove di quello che dico.

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Le scoperte che ti cambiano il fine settimana (che sia santo o no)

Ok, è vero che sono stato io a introdurre B. a Perle ai porci, la striscia di Stephan Pastis pubblicata ogni mese da Linus. Ma lei mi ha fatto scoprire i cartoni animati tratti dal fumetto: sono qui.
Passo la Pasqua a vedermeli tutti.

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Pur sapendo che non è più stagione d’arance


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Sempre con ‘sta arancia, e lo so…

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Mother Francesca comes to me…

Quando, tre anni fa, ci fu il via libera all’uso negli spot delle canzoni dei Beatles, ipotizzai delle applicazioni turpi delle stesse, a seconda del prodotto da commercializzare. Ma la pubblicità (firmata da Sam Mendes) della Telecom non ha nell’uso di una pessima cover di “Hello, Goodbye” il suo difetto peggiore.

Che noja (con la “j”) mortale: come si fa a creare uno spot da 50″ in cui dal primo istante sai di cosa parlerà, come lo farà e come andrà a finire?

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Due medium

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È uscito il trailer di Habemus Papam!

Ma qualcuno non ama proprio quel film, e da tempo.

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