“Quasi come nella religione”

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Nel numero di Pulp di gennaio/febbraio 2013, da pagina 12, c’è un’intervista di Silvia Arzola a Roberto Innocenti. Innocenti è un illustratore eccezionale, famoso in tutto il mondo, che ha vinto l’Andersen Award, praticamente il Nobel dell’illustrazione: in Italia (dove pure vive e lavora) ha iniziato a vedersi pubblicato solo di recente e unicamente per il proverbiale coraggio di una piccola casa editrice, La Margherita.

La Arzola, durante l’intervista, ipotizza che il termine Artista, per quanto inflazionato, possa essere usato nel caso di Innocenti. Ecco la sua risposta, che dovrebbe essere mandata a memoria da molti, da tutti.

Credo che sarebbe ora, se proprio si vuol usare la parola Arte e la qualifica di Artista, di farlo in modo più parsimonioso e qualitativamente accertato. Meglio come aggettivo o come riconoscimento, o come professione o settore di attività? Ritengo Mozart un artista, su Ramazzotti ho molti dubbi. Anche artigiano, benché chiarisca il necessario rapporto fra mani e cervello, è approssimativo. Illustratore va bene, narratore per immagini va bene, e poi, per le controparti lavoratore produttivo, poiché senza testo e senza immagini gli editori produrrebbero bloc-notes e calendari, non libri. Qualsiasi cosa uno faccia, arte applicata o no, ammesso che esista quella “Pura”, chi arriva ai migliori livelli può essere definito artista. Nessuno nega che io sia un pittore, uno che copre di colori a olio una tela, ma pittore non è sinonimo di “Artista”. Una volta fissato e consacrato il gesto del taglio, le ripetizioni di Lucio Fontana sono ancora “arte” o artigianato seriale neanche troppo raffinato? Se invece si intende per artista (a minuscola) ogni mestiere o professione esercitata sull’espressività umana, come un clarinetto di fila o un attore di teatro o di cinema, va bene, ma bisogna intendersi, ci sarebbero la serie “a” la “b”… e la “z”. “Artista” è inflazionato dalle autoproclamazioni o dalle cortigianerie; anche fra gli architetti ci può essere un artista o un mestierante, un Leon Battista Alberti, un Palladio, e quello che firma gli edifici condominiali come quello di Cappuccetto Rosso. Io lascio che mi definiscano come credono, purché in buona fede. Intorno all’argomento arte è tutto così approssimativo che vi pascolano anche ciarlatani e mistificatori, mitizzati e mitizzatori, quasi come nella religione.

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