Archivi del mese: febbraio 2013

Sick&Sicker: sono stato a vedere i Twins of Evil (ormai due mesi fa)

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Quello che non racconto per motivi di pudore sull’ultimo numero di Jam può essere riassunto in: stupida felicità adolescenziale, da un lato, e orrenda delusione adolescenziale, dall’altro. Se cliccate l’immagine quassù capirete chi mi ha reso felice e chi, invece, mi ha scocciato, due mesi or sono. Poco dopo quel concerto uno dei due “gemelli” si è pure sentito male sul palco. Non hanno (non abbiamo?) più l’età, ma quando le luci si abbassano amiamo farci spaventare come dieci, quindici, venti anni fa.

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Parliamo un po’ su di noi – 7. Con la fede nel futuro felice

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C’è una rinascita, nell’aria: lo mostrano anche le mail di spam. Scordatevi approcci brutali, link ipertestuali buttati là. Per non parlare dell’ormai vetusto enlarge your penis. Noi abbiamo speranza. Anzi, ce l’ha Olga: lei ha mandato questa mail al caro Capra, che a sua volta me l’ha girata. Una mail che ha come oggetto “con la fede nel futuro felice” e non solo come oggetto.

Con la fede nel futuro felice)

Ok, abbiamo capito.

Ciao! Mi permetta di presentarmi!

Prego.

Il  mio nome completo-Olga.

Quattro lettere come nome completo. Sotto la media. Ma dimmi, quindi O. è il soprannome? Quella de L’Histoire de. Ma va’?

I – 30 anni, ma per favore non credo che ero molto giovane!

Cara, tutti siamo stati molto giovani. Ma non buttarti giù. Sono più vecchio di te.

I – una donna molto grave con alta levatura morale.

Orca miseria. Mi fa piacere. Grave e con alta levatura morale. Ti presenti con Monti?

A  dire  il  vero,  I – donna molto intelligente e socievole. Ho molti amici, e possono dirmi che ero – un popolo divertente, gentile, sincero e aperto! I dolcezza e umile.

Contento di intelligenza e socievolezza: per non parlare degli amici. Ma non ti sembra di esagerare dicendo di essere (o di essere stata) un popolo, per quanto divertente, gentile, sincero e aperto? I tuoi amici confermano, va bene. Ma perché eri? Sei estinta? Tipo dodo? Dodo dolcezza umile?

Lavoro come manager. Mi piace molto il mio lavoro.

Bene, importante anche questo: fare un lavoro che piace è fondamentale.

Io  preferisco mantenere il mio corpo in forma, e – la mia regola – di essere in buona forma! Mi piacerebbe continuare la nostra corrispondenza!

Con nuoto e piscina mi hai convinto. La salute è importante. Ti immagino una donna forte, popolare (nel senso di popolo), con una buona posizione e un bel fisico. Parliamone.

Prego email me direttamente alla mia email: keeleylib074@hotmail.com. Aspettero con impazienza la tua risposta!

Sì, ti scrivo subito.

Il tua Olga.

Il e tua? Ecco il trucco. E vabbè. Nessuno è perfetto. Ti scrivo lo stesso.

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“Quasi come nella religione”

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Nel numero di Pulp di gennaio/febbraio 2013, da pagina 12, c’è un’intervista di Silvia Arzola a Roberto Innocenti. Innocenti è un illustratore eccezionale, famoso in tutto il mondo, che ha vinto l’Andersen Award, praticamente il Nobel dell’illustrazione: in Italia (dove pure vive e lavora) ha iniziato a vedersi pubblicato solo di recente e unicamente per il proverbiale coraggio di una piccola casa editrice, La Margherita.

La Arzola, durante l’intervista, ipotizza che il termine Artista, per quanto inflazionato, possa essere usato nel caso di Innocenti. Ecco la sua risposta, che dovrebbe essere mandata a memoria da molti, da tutti.

Credo che sarebbe ora, se proprio si vuol usare la parola Arte e la qualifica di Artista, di farlo in modo più parsimonioso e qualitativamente accertato. Meglio come aggettivo o come riconoscimento, o come professione o settore di attività? Ritengo Mozart un artista, su Ramazzotti ho molti dubbi. Anche artigiano, benché chiarisca il necessario rapporto fra mani e cervello, è approssimativo. Illustratore va bene, narratore per immagini va bene, e poi, per le controparti lavoratore produttivo, poiché senza testo e senza immagini gli editori produrrebbero bloc-notes e calendari, non libri. Qualsiasi cosa uno faccia, arte applicata o no, ammesso che esista quella “Pura”, chi arriva ai migliori livelli può essere definito artista. Nessuno nega che io sia un pittore, uno che copre di colori a olio una tela, ma pittore non è sinonimo di “Artista”. Una volta fissato e consacrato il gesto del taglio, le ripetizioni di Lucio Fontana sono ancora “arte” o artigianato seriale neanche troppo raffinato? Se invece si intende per artista (a minuscola) ogni mestiere o professione esercitata sull’espressività umana, come un clarinetto di fila o un attore di teatro o di cinema, va bene, ma bisogna intendersi, ci sarebbero la serie “a” la “b”… e la “z”. “Artista” è inflazionato dalle autoproclamazioni o dalle cortigianerie; anche fra gli architetti ci può essere un artista o un mestierante, un Leon Battista Alberti, un Palladio, e quello che firma gli edifici condominiali come quello di Cappuccetto Rosso. Io lascio che mi definiscano come credono, purché in buona fede. Intorno all’argomento arte è tutto così approssimativo che vi pascolano anche ciarlatani e mistificatori, mitizzati e mitizzatori, quasi come nella religione.

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