Archivi del mese: luglio 2011

Colombia, Italia

Spie, scontri tra bande, furti, commissariamenti.
E manco abbiamo la cocaina…

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Circondato dai Massimo Volume

Il caso ha voluto che due dei quattro Massimo Volume (che suonano domani all’HanaBi a Marina di Ravenna) saranno intorno a me oggi.
Questo pomeriggio dalle 1530, nell’ambito delle “Prestigiose co-conduzioni femminili dell’ultima settimana della quarta stagione di Maps”, sarà con me ai microfoni Vittoria Burattini, la batterista della band.
Questa sera, invece, metto i dischi (insieme a Enzo “aggiusta i medi” Polaroid) al Bolognetti on the Rocks dopo il concerto di Egle Sommacal, uno dei due chitarristi dei Massimo Volume.
Ascoltate, venite, ballate.

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La linea sottile

Quando ci sentiamo al telefono, F. e io parliamo spesso di lavoro. Abbiamo lavorato per molto tempo insieme, poi, come capita, le nostre strade si sono divise: F. se n’è andato da Bologna per una bella opportunità lavorativa che, purtroppo, è scomparsa in maniera disgustosa da un giorno all’altro. Ci siamo trovati, quindi, a parlare di quel mondo magmatico del precariato culturale al quale apparteniamo.
Spesso, purtroppo, nelle nostre telefonate si narra di comportamenti pessimi, meschini o irrispettosi di chi offre lavoro: talvolta, poi, queste pessime maniere caratterizzano anche persone che, sulla carta, dovrebbero essere contro questo modo di porsi, se non altro perché pubblicamente lo attaccano.
E allora, ancora una volta, mi chiedo dove stia questa linea sottile, ma inequivocabilmente esistente, della coerenza e soprattutto quando e perché la si passa.
Che io possa cadere in miseria, pur di continuare (come davvero cerco sempre di fare con tutte le mie forze) a comportarmi in maniera gentile e onesta con tutti quelli con cui ho a che fare, ogni giorno, al lavoro e nella vita.

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L’ultima settimana di Maps!

Vedo avvicinarsi le vacanze, ma con gioia mi accingo, questo pomeriggio, all’ultima settimana di conduzione del programmino. Una settimana particolare perché ogni giorno avrò accanto a me una VIP in co-conduzione (i primi nomi? Grazia Verasani, Beatrice Antolini e Angela Baraldi), ma anche perché oggi esce Live@Maps – vol. 4, la raccolta dei live che si sono svolti da settembre all’altro giorno nei nostri studi.
Trovate tutte le informazioni qua. Scaricate le quarantotto canzoni, è tutto gratis!

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Glory

Il bel blog musicale Any Major Dude with Half an Heart ha pubblicato un post con alcuni brani (da scaricare) che ben rappresentano l’anno 1979. Tra le varie “Cuba” e “I Was Made for Loving You” compare anche Umberto Tozzi e la sua “Gloria”, descritta come vedete in alto. Lodevole la “partigianeria” per la versione originale e la sostituzione “sole” a “mandolino” nel binomio che comprende la sempre valida pizza (“Margharita”). Da applauso, però, è il modo in cui l’autore del blog sente il verso “Manchi tu nell’aria”: lo fa diventare quasi il titolo di una canzone dei Pixies.

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Ridimensionamenti


Letizia Moratti ha perso le elezioni. Che notizia, eh? Tuttavia, andando sul suo sito, che ha l’aspetto di una casa evacuata, si può notare quanto la sconfitta abbia fiaccato le ambizioni di Letizia. Come potete leggere qua sopra, infatti, Letizia dice di volere servire il suo “paese”. L’ex Ministro dell’Istruzione (o come accidenti si chiamava il suo dicastero all’epoca) ignora che, quando il sostantivo paese è riferito a una nazione, è preferibile scriverlo in maiuscolo: Paese. Non sappiamo se ignori anche che “sindaco di Milano” si può scrivere con la minuscola, proprio perché è specificata la città. Ma forse se l’è messa da sola, quella “S”, vezzosa come un brutto cappellino.
Comunque: alla fine ci dispiace per gli abitanti del borghetto che Letizia andrà a servire. Coraggio.

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Muratori

E quindi tra oggi e domani i muratori che mi hanno “accompagnato” negli ultimi quaranta giorni (numero quaresimale, me ne rendo conto solo oggi) dovrebbero levare le impalcature dal pozzo luce su cui si affacciano quattro quinti delle finestre di casa mia. Ieri li ho aiutati a rimettere a posto gli scuri e ho scambiato due chiacchiere con loro.
Avrei voluto chiedere come mai cantassero dei medley straordinari che iniziavano con “Dammi una lametta” della Rettore e si concludevano con “Hanno ucciso l’uomo ragno” con, però, il testo cambiato per cui qualcuno alla fine subiva una sodomia.
Avrei voluto chiedere quanto guardassero in casa d’altri o se era talmente normale nel loro lavoro avere accesso all’intimità altrui che non ci facevano neanche più caso.
Invece ho chiesto da che parte della Sicilia provenissero: dall’accento mi sembrava Palermo o dintorni. “Siete tutti siciliani…”, ho cominciato, prendendola larga. Stavo per continuare, ipotizzando la provincia capoluogo dell’isola come luogo, ma l’uomo al quale mi rivolgevo mi ha “parlato sopra”: “Tutti siciliani siamo. Tutti parenti, cognati, cugini…”.
Poi qualcuno l’ha richiamato giù, mi ha salutato con un gesto e si è calato lungo una scaletta di ferro.
Rimarrò col dubbio: un’uscita di scena tale vale più di qualsiasi curiosità nozionistico dialettale.

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L’eccezionale ultimo sketch di Perle ai porci

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Ho decisamente bisogno di una pausa

E la prova è che l’altro giorno ho preso in mano l’ultimo numero di “Jam”, l’ho sfogliato, e mi sono ricordato solo vedendo la mia firma in fondo a un pezzo che era uscita la recensione del concerto dei Black Heart Procession a cui ho assistito a fine maggio.
Come al solito, potete comprare il giornale o leggere a scrocco l’articolo cliccando sull’immagine sopra. Ma comprate “Jam”, che è bello, su.

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Sì, l’ho intervistata veramente

Less tv presents: PJ Harvey in Italy from Less tv on Vimeo.

Grazie a P. e J. No, non Polly e Jean, dai.

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Parliamo un po’ su di noi – 4. Essere e avere

Scomodo il bestseller di Erich Fromm per raccontarvi di una mail arrivata non direttamente alla mia casella, ma giratami dall’amico Capra dei Gazebo Penguins. “Secondo me ti piace”, mi ha detto. Vero.

Caro amico e partner di essere,
Ehi, partner di essere non me l’aveva mai detto nessuno. Chi sei?

Sono Dr. Alexander Van Niewhoven l’assistenza personale al signor Henk Kroeze, Presidente, SNS Bank N.V, Paesi Bassi.
Piacere, Francesco. A malappena ho un conto in banca: Alexander, parti avvantaggiato.

Ho un suggerimento protetto business per you.
Se è protetto, sentiamo: si sa che i suggerimenti occasionali possono essere pericolosi. Almeno non mi vuoi sposare.

Before la rivolta Libia e attacco della NATO sulla Libia il nostro cliente il generale di brigata Al-Ali Atallah abgari,  Aiuti vicino a Muammar Gheddafi, che è anche un uomo d’affari fatto una serie di deposito vincolato per 18 mesi di calendario, con un valore di trenta milioni di dollari Stato Uniti (20.000.000,00 euro) solo nel mio ramo. Alla scadenza è stato inviato alcune comunicazioni  a lui, anche durante la guerra. succedendo ora in Libia.
Ammazza, Abgari… Ne aveva di risparmi! Sì, lo so che sta succedendo in Libia. Va’ avanti.

Ancora una volta abbiamo mandato un altro messaggio fuori tre settimane fa solo per noi per scoprire che il generale di brigata Al-Ali Atallah abgari con hiswife e unica figlia era stato ucciso da Gheddafi, gli uomini s quando avevano stava cercando di difetto al gruppo di opposizione in Bengazi.
Oh, ma è una tragedia, li hanno sterminati!

After ulteriori indagini si è anche scoperto che il generale di brigata Al-Ali Atallah abgari non ha dichiarato alcun parente più prossimo nelle sue carte ufficiali tra cui i documenti di suo deposito bancario.
E quindi?

E ha anche confidato in me l’ultima volta che Wasat mio ufficio che nessuno tranne me sapeva del suo deposito nella mia Bank.
E allora, Alexander, avevi una storia con lui: dai, io capisco la confidenzialità dei dati bancari… Ma poi, scusa, nessuno in banca si è insospettito? Uno ha milioni di Europa o Stato Uniti ed è normale?

So, venti milioni di Euro (20.000.000,00 euro) è ancora giace in la mia banca e nessuno potrà mai farsi avanti per reclamarlo.
Sì, ho capito la cifra (la cifra): li darete in beneficenza?

Quello che mi preoccupa di più è che secondo le leggi del mio paese alla scadenza 6 anni i fondi tornerà alla proprietà del governo olandese, se nessuno si applica a rivendicare i fondi.
Li riprende lo Stato, capisco: che sia lo Stato olandese mi preoccupa assai meno dell’eventualità che questi soldi arrivassero in Italia. Ma io che c’entro?

In questo contesto, il mio suggerimento per voi è che io vi piace come aforeigner di presentarsi come il parente più prossimo toBrigadier generale Ali Al-Atallah abgari in modo che si sarà in grado di ricevere i suoi fondi.
Ah, ecco! Una truffa da commedia all’italiana! Ma che è? Totò sceicco? Mi immagino vestito da arabo-dei-fumetti. E poi io non ho l’aspetto del libico, su…

Una volta che i fondi sono stati trasferiti conto bancario toyour nominato condividiamo nella proporzione del 60% per me, il 40% per voi,
Sessanta a te, quaranta a me: l’unica cosa finora verosimile della mail. Operazione “Conto Toyour” mi piace: la suggerisco come nome all’Interpol.

Se siete interessati vi prego di inviarmi informazioni di sotto,
1. Nome e cognome ed età
2. Numero di telefono privato
3. Fax Linea
4. Attuale indirizzo di residenza
5. Occupazione (OBBLIGATORIO)
Il numero di scarpe? Almeno il codice fiscale! Ma davvero vuoi sapere la mia OCCUPAZIONE?

Infine, dopo che io vi fornirà maggiori dettagli su thistransaction. Il tuo primo risposta a questo messaggio sarà highlyappreciated. Rispondi al mio indirizzo personale di posta elettronica: alexander.niewhoven @ aol.com
Distinti saluti

Ci penso e le faccio sapere… Sai mai che il Paese crolla: 8 milioni di qualsiasi cosa farebbero comodo.

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“Ghiaccio, non rocce!” (cit.)

È quello che ci vorrebbe in questi giorni, anche nella rassegna Bolognetti on the Rocks, che vede me e i miei colleghi della radio mettere i dischi prima e dopo alcuni dei concerti ospitati dal quadriportico bolognese. Domani sera io e la cara Eleonora cercheremo di farvi danzare (con sudata moderazione) dopo il live di Be My Delay e Father Murphy. Chi indovina la citazione del titolo può venire a dirmela al mixer e gli/le offro da bere. Davvero. Dei due dj sono quello con la barba. Più facile di così…

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Mamma, mamma, sono (di nuovo) su YouTube!

Niente resterà impunito: né io che sembra che stia su una sedia infuocata, né l’espressione della conduttrice quando dico male di Inarritu. Buona visione.

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Mamma, mamma, sono sulla Rivista del Mulino!

Vi ricordate quei tre post pubblicati alla fine di marzo nei quali riunivo alcune riflessioni su Facebook e il modo in cui il social network ha cambiato il web e la comunicazione? No? Be’, nel caso sono qua: parte 1, 2 e 3.
Nel maggio scorso è uscita sull’edizione on line della Rivista del Mulino una specie di rivisitazione riassunta di quei tre post.
Ora, invece, è uscito il terzo numero del 2011 della rivista cartacea: nella sezione “tendenze” c’è un mio saggetto sulla questione, che riprende e rielabora le parole scritte in questo blog all’inizio della primavera.

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Mamma, mamma, sono alla tivù

Questo pomeriggio alle 17 su La3 (canale 143 di Sky) o in streaming sul sito dell’emittente, ci sono io che parlo di Seconda Visione, il blog e la trasmissione. Se proprio mi perdete, non potrete sfuggire alle repliche: sabato 9 alle 16, domenica 10 alle 1630 e da lunedì a giovedì sempre alle 17.
Mi ero pettinato: speriamo bene.

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Si prepari… Guðmundsdóttir

Tori Amos – Modena, 4 luglio 2005
PJ Harvey – Ferrara, 6 luglio 2011

Björk, hai sei anni di tempo, ma nel luglio 2017 (direi intorno all’8) incontro e intervisto anche te.
(L’autore di questo blog ha in testa da sempre questa copertina di Q del maggio 1994. L’autore di questo blog è felice come un coniglio pasquale, se non si fosse capito.)

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Che bello, 5000 amici, due chitarre e…

Forse di spinelli ieri notte in piazza Castello a Ferrara ce n’erano: in ogni caso il finale del concerto di The National è stato qualcosa di emozionante. Quella “Vanderlyle Crybaby Geeks” che chiude l’ultimo High Violet, suonata dalle due chitarre acustiche senza amplificazione e qualche fiato davanti a 5000 persone che cantano tutte insieme. Se mi è tremata la mano nelle riprese, quindi, giustificatemi.

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Incredibilmente non mandano alla tv cose come questa

Grazie al caro F., sempre prodigo di segnalazioni.

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Terapia

Talvolta, nella vita, diventa naturale o necessario troncare i rapporti con certe persone: spesso ciò deriva dall’intensità emotiva della relazione, le cui basi, però, non esistono più o sono state gravemente danneggiate.
Del rapporto tra me, i CCCP e i CSI (e infine i PGR) ho parlato in un post di qualche anno fa: l’ho riletto e concordo con molto di quello che ho scritto. Però la mancanza delle canzoni delle prime due incarnazioni della band non se n’è mai andata. Ho tutto, ma l’idea di risentire la voce di Ferretti, un tempo così vicina, ora distante perché indissolubilmente ormai legata alle sue sparate (diradatesi, per fortuna), mi ha sempre urtato. Certo, è capitato di accontentare richieste in radio e di passare le loro canzoni, ma spesso sono arrivati commenti degli ascoltatori che esprimevano bene il senso di disagio che si può provare nell’ascoltarle.
Insomma, ero malato, in un certo modo.
L’occasione è arrivata sabato sera, quando ha fatto tappa a Bologna il tour estivo che vede insieme Angela Baraldi e Massimo Zamboni alle prese con il repertorio dei CCCP e CSI. Sono andato scettico verso il concerto, ma è bastato che i due salissero sul palco e iniziassero a suonare insieme agli altri musicisti della band per ricordarmi di quanto siano semplicemente belle le canzoni di Ferretti e Zamboni.
Il concerto è stato sempre più coinvolgente, fino a quando Zamboni ha detto: “Questo concerto si chiama ‘Come una terapia’ e quindi… ‘Curami'”. La canzone è esplosa e io ho capito che effettivamente stavo facendo una terapia nel momento in cui questa si era conclusa. E mi sono goduto tutte le canzoni del bel concerto, anche quelle firmate da quell’uomo ora così distante, con gioia e partecipazione.
Quindi: addio, Giovanni. Sono riuscito a dimenticarti senza scordarmi di te.

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Chiedo scusa di cuore (ma anche di altre interiora)

Nel mio palazzo c’è un cantiere: sono al buio quasi completo da venti giorni, come avevo detto, ma non è di queste lamentele che voglio farvi partecipi. Piuttosto, vi renderete conto di quanto l’autore di questo blog possa essere talvolta insensibile.
Ieri, mentre tornavo a casa intorno all’ora di pranzo, ho incrociato dei muratori, anche loro in procinto di mangiare. Uno di essi mi si avvicina e mi chiede se c’è un posto nei dintorni dove fanno il kebab. Io gli do le indicazioni per raggiungere il “kebabbaro” più vicino, ma mi viene in mente una cosa che, da quando l’ho letta, non riesco a non associare a quel piatto. Tempo fa sono venuto a conoscenza della composizione del kebab. Roba da vomitare, eh?
Insomma, mentre lui diceva “Ah, che voglia di kebab”, io iniziavo ad accennare a grandi linee a quell’articolo.
Ho visto la gioia spegnersi negli occhi dell’uomo e ho cercato di fare marcia indietro, ma troppo tardi: la morbosità alimentare aveva ormai attecchito nel gruppo che, incuriosito dai miei accenni, ha iniziato a fare domande. Ho risposto alla prima, prima di rendermi conto che, in fondo, erano cavoli loro cosa avrebbero mangiato a pranzo. Un pranzo che arrivava dopo una mattina passata a innalzare impalcature e stendere intonaco a 30 gradi al’ombra.
Li ho salutati, quindi, augurando loro sinceramente “buon pranzo”. Un augurio al quale qualcuno ha risposto: “Eh, per chi pranza”. Spero solo che l’uomo fosse a dieta e che non siano state le mie inopportune parole ad allontanarlo da uno schifoso ma sacrosanto e desideratissimo kebab.
Scusate, signori muratori: ancora una volta devo imparare a trovare il tempo e il modo giusti per quello che dico.

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