Archivi del mese: Mag 2011

Purp Fiction

Leggo dal Corriere che in provincia di Caserta, a Bonea, è stato eletto sindaco un ragazzo di 19 anni, che va ancora a scuola. Salvatore Paradiso è figlio di Gennaro, il sindaco uscente che non ha potuto ripresentarsi dopo essere stato eletto per tre mandati. Il tutto sotto la lista civica “Continuità e progresso”.
Presupponendo che, da quello che leggo, la giunta Paradiso non ha fatto cose brutte e che non so da che parte politica tenda, non ho potuto evitare che mi venisse in mente il “pruppo” (o “purpo”, cioè “polpo”), figlio di Cetto La Qualunque. E poi, che genialata il nome della lista: cerchiobottista, un po’ di qua e un po’ di là, avanti e indrè, italico al 100%.
Siamo un Paese da film, governato con più grottesca immaginazione, però, di quante ve ne sia in molte sceneggiature che in Italia vengono scritte.

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Cose di cui non sentiamo la mancanza

Io, che penso di essere immune da processi di rimozione, ho continue prove che ciò non è vero. Non stiamo parlando di grossi traumi, ma di rotture di palle perpetuate per mesi, sia chiaro. Cose noiose e invadenti di cui mi ero completamente dimenticato. Come Clippy, una delle creazioni più inutili e noiose nella storia del software: e pensate che era stata creata per aiutare l’utente.
Sì, Clippy era un “assistente di Office”, l'”aiutante” dell’utente di Microsoft Word 97: nella sua forma di base era una fastidiosa graffetta animata, da cui il nome. Già, perché l’utente poteva essere “aiutato” anche da un cane, un robot o un delfino. Ma la bruttezza della graffetta animata, che ricorda per certe linee la mascotte orrenda di Italia ’90, era oltre ogni pensiero.
Come funzionava? Molto semplice: tu aprivi una bella pagina di Word, stendevi le dita, iniziavi a digitare qualcosa, perso nei tuoi pensieri di lavoro, creativi, amorosi, tutti e tre nel caso si dovesse stilare una richiesta che giustificasse un viaggio aziendale per stare in pace con la segretaria, e si sentiva un “tap tap”, come di nocca soffice su porta. Era Clippy, che bussava allo schermo e iniziava a importi il suo aiuto, qualsiasi cosa tu stessi facendo. Se scrivevi “cara”, ad esempio, ecco che Clippy intuiva che si trattava di una lettera e iniziava a darti consigli al riguardo. Questa era la sua modalità d’aiuto: talmente efficace che iniziarono a lamentarsene anche i dipendenti Microsoft. L’azienda di Redmond tenne in vita Clippy fino ai primi del 2000. Poi la eliminò definitivamente da programmi e aggiornamenti, ma non del tutto: come nei film horror, quando nel finale si scopre che il mostro è ancora vivo, il serial killer non è morto, e la spora assassina sta cominciando a riprodursi, Microsoft ha reso disponibili agli utenti queste tremende creature. Se volete, qua potete scaricarle tutte. Clippy 2 – Il Ritorno è a un passo.

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La prima volta di “Smells Like Teen Spirit”

Devo avere sentito la canzone cardine degli anni ’90, per la prima volta, intorno alla fine del 1992: i dischi arrivavano lentamente in provincia, come tartarughe spiaggiate. Ma, oltre ai Nirvana e al loro entourage, altri esseri umani la sentirono per la prima volta nell’aprile del 1991, il 17 per la precisione, in un concerto all’OK Theatre di Seattle, mesi prima dell’uscita di Nevermind. Se i miei ricordi rispetto al primo incontro con “Smells Like Teen Spirit” sono confusi, non penso possano esserli quelli degli spettatori che si vedono nel video qua sotto.
Sì, lo so che era meglio scrivere questo post il 17 di aprile, ma fate che sia lo stesso, eh.

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Sapete che vi dico?

Che, ogni volta che vado a votare, la sineddotica immutabilità del seggio elettorale (e ne ho cambiati quattro, da quando mi sono recato per la prima volta alle urne) mi fa pensare a Pasquale Ametrano, ovviamente nella sequenza qua sotto.

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La prova della genialità dell’uomo

Sì, è una mongolfiera. No, probabilmente la bandiera è francese.
(via)

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Indirizzi

Ieri ho chiamato per l’ennesima volta la compagnia di consegne dalla quale dovevo ricevere un pacco: nonostante avessi chiamato il numero sull’avviso per la mancata consegna cambiando l’indirizzo di recapito da casa a lavoro, il pacco non arrivava mai.
La signorina del corriere mi ha quindi chiesto per l’ennesima volta l’indirizzo della radio.
“Via Berretta Rossa 61/5, 40133 Bologna”, ho detto.
“Via Brigate Rosse?” ha chiesto la signorina.
Sono rimasto in silenzio. Lei anche: la mia interlocutrice giudicava quindi la domanda valida, e aspettava una risposta.
Berretta Rossa” ho detto.
“Ah”, ha fatto lei ticchettando l’indirizzo al computer.
“Non mi sembra proprio il caso di intitolare una strada alle Brigate Rosse”, ho aggiunto.
Silenzio.
“Mm, sì”, ha detto lei.
Il pacco è arrivato ieri pomeriggio.

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Ha i baffi?

Da quando mi sono trasferito in questo appartamento, ho pensato che avrei avuto bisogno subito di alcune cose direttamente da casa dei miei, per sentirmi davvero a posto. Sono arrivato qua nel giugno 2006. Ad agosto è arrivato il mio pianoforte. Ma subito dopo è stata la volta di Indovina chi?
Non riesco ancora a capire cosa mi affascini del gioco-in-scatola che posseggo in un’orgogliosa edizione anni ’80, in cui le facce dei personaggi non hanno ombre. Dal punto di vista grafico, dico, perché – moralmente parlando – tutti i personaggi potrebbero avere qualcosa da nascondere.
Per questo non posso fare a meno di segnalare “La vera storia dei personaggi di Indovina chi?, una chicca, la reificazione di un gioco che anche io ho fatto tante volte, ipnotizzato dal suono secco delle tessere che cadevano quando, finalmente, si azzeccava la domanda giusta.

Grazie a E. per la dritta.

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