Archivi del mese: aprile 2011

Tutto fatto a mano


Dopo cinque anni è una certezza: parlo dell’Handmade Festival, creato con amore e gioia da bei guaglioni per onorare, con concerti, cibi e divertimento, la Festa del Primo Maggio. Andateci: c’è il meglio della musica che si può ascoltare in giro. Gratis.
Qua le informazioni su MySpace, qua su Facebook.

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Attraverso passaggi da Malazeni

Continua il “tour” (uh!) di “L’ultimo battito”, il racconto scritto per una serata a Modena di un po’ di tempo fa, musicato da Egle Sommacal e, infine, inserito in Attraverso passaggi, un annuario di Malicuvata.
Questa sera intorno alle 18 lo presentiamo, insieme agli altri racconti del volume, da Malazeni, in via Mascarella 84/d, qui a Bologna.
Come al solito, se vi va, passate. Se no, trovate tutto il meritevole volume in download gratuito sul sito di Malicuvata.
Però ci divertiamo di più se passate e scaricate il libro.

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Rivivere scene di film

Una piccola vineria, all’ora dell’aperitivo. Al tavolo dietro il nostro, quattro adolescenti che chiacchierano a ruota libera: parlano di presunte stranezza nel comportamento, legate alla provenienza geografica. La parola rimbalza tra loro, quando uno esclama: “Però i veneti sono davvero assurdi.” Nessuno ribatte, lui continua: “I veronesi, poi, non ne parliamo”.
Silenzio.
“Mia mamma è di Verona”, dice uno dei quattro. Ha la faccia innocente di uno pronto allo strapazzo. Una faccia un po’ alla Trintignant.

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Prove evidenti del pericoloso vuoto legislativo sull’uso di Photoshop

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La nostra piccola città

Sono tornato per le vacanze pasquali nella piccola città.
Nella piccola città si conoscono tutti, si beve e mangia bene a poco prezzo.
Nella piccola città qualcuno si sposa, ha figli e divorzia.
Nella piccola città si è festeggiato l’anniversario dell’Unità d’Italia e il Castello che sovrasta la piccola città è stato colorato di bianco, rosso e verde, non grazie a dei filtri posti davanti ai fari che lo illuminano sempre, ma grazie a faretti comprati appositamente, costati quanto due utilitarie e alimentati a parte. Il Castello è illuminato ogni notte, dal 17 marzo scorso.
Nella piccola città ci sono le buche nelle strade.
Nella piccola città, a Natale, hanno posato sulla piazza sotto la collina del Castello una pista per pattinare “sul ghiaccio” di plastica, che non ha visto neanche un pattinatore scivolare (con difficoltà) su di essa.
Nella piccola città i giovani bevono, fanno casino e sono “mona”. Spesso è vero.
Nella piccola città i giovani hanno delle idee che vengono stroncate sul nascere. Anche questo spesso è vero.

A pochi chilometri dalla piccola città c’è un altro Paese, dove si mangia bene e si beve bene a poco prezzo, dove si organizzano feste e simposi d’arte, dove ai giovani viene data fiducia e denaro (sebbene anche loro facciano casino), dove ogni risorsa naturale viene valorizzata, dove i servizi funzionano, dove tutti parlano due lingue: la loro e quella che si parla nella piccola città.

Sarà un caso che quando torno ultimamente nella piccola città non rinunci mai a fare una visita all’altro Paese?

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Le scoperte che ti cambiano il fine settimana (che sia santo o no)

Ok, è vero che sono stato io a introdurre B. a Perle ai porci, la striscia di Stephan Pastis pubblicata ogni mese da Linus. Ma lei mi ha fatto scoprire i cartoni animati tratti dal fumetto: sono qui.
Passo la Pasqua a vedermeli tutti.

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Vita e miracoli di John Grant

John Grant

Spero che nessuno mai decida di fare un film su John Grant: la storia, purtroppo, sarebbe già pronta. Un giovane cresciuto nel Michigan religioso e silenziosamente intollerante forma una band, con la quale pubblica sei dischi. Nel frattempo affronta lo scontro tra l’educazione che ha ricevuto e la sua omosessualità. Con questa spina nel fianco, manda a rotoli tutto, stacca la spina agli Czars (questo il nome del gruppo) e si perde tra droghe e alcool.
Infine, un paio di anni fa, scopre che i Midlake (altra band da tenere d’occhio) sono suoi grandi fans e i ragazzi (che hanno una decina d’anni meno di Grant) lo convincono a tornare alla musica: lo aiutano a produrre il disco, che viene registrato con la loro diretta collaborazione nel loro studio. Esattamente un anno fa esce Queen of Denmark, un capolavoro, che conquista critica e pubblico e diventa il disco dell’anno per la rivista Mojo.

Capirete con quale trepidazione sia andato martedì sera a vedere John Grant in concerto in una chiesa fuori Bologna: è stato semplicemente eccezionale. Accompagnato solo da un pianista, con una strumentazione composta da sole tre tastiere, Grant ha raccontato se stesso come nel suo album. Sedici brani tratti da Queen of Denmark, ma anche inediti e altri recuperati dai dischi degli Czars, ognuno dei quali è stato introdotto da qualche parola. Se la “Little Pink House” che ha chiuso il live è la casa dove la nonna di Grant ha vissuto per 70 anni (un record per una statunitense, come lui stesso ha sottolineato), “It’s easier” è un omaggio a certa musica degli anni ’80 e “Chicken Bones” si interroga sulla contraddizione che Grant ha vissuto quando ha percepito del razzismo nei suoi comportamenti, nonostante la sua omosessualità in teoria dovesse renderlo tollerante per primo. Attraverso ogni canzone, un pezzo di vita, un trasloco, un’amica lontana, un amore non corrisposto, un luogo frequentato da bambino. Quando poi è stata la volta di “JC Hates Faggots” John Grant non ha potuto non notare, con sottile ironia, che a 42 anni è arrivato a cantare quella canzone in una chiesa…
Un’ora e mezzo stupenda, quella di martedì sera, impreziosita da nuovi arrangiamenti creati per i brani in scaletta: non c’erano le chitarre e le armonie vocali dei Midlake, nella piccola chiesa che ha ospitato il concerto, ma le linee di sintetizzatore e le parti per pianoforte sono state efficaci e hanno fatto risaltare ancora di più la splendida, ferma e commovente voce baritonale di Grant.

Speriamo che nessuno faccia un film sulla vita e il miracolo di John Grant: sarebbe comunque inferiore a come lui stesso si racconta, in maniera intima, diretta e sobria, ad ogni concerto.

John Grant: live in Castenaso, Bologna, Italy. Setlist: You Don’t Have To – Sigourney Weaver – Where Dreams Go To Die – Marz – Outer Space – Chicken Bones – Silver Platter Club – It’s Easier – JC Hates Faggots – TC and Honey Bear – LOS – Drug – Queen of Denmark – Fireflies – Caramel – Little Pink House.

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