Archivi del mese: gennaio 2010

Forse mi hanno pure imparato a scrivere?

Ebbene sì, amici: c’è un’altra presentazione di La guerra in cucina in arrivo. Questa volta, per non essere noiosi e ripetitivi, l’appuntamento volendo è anche mangereccio, quindi in tema (apparentemente) con il titolo della mia raccolta di racconti.

Martedì 2 febbraio, infatti, sarò al Posto di via Massarenti, insieme a Egle Sommacal, che ha scritto delle musiche apposta per i miei scritti (quale onore), com’era già successo a metà dicembre. Potete o cenare lì al Posto, e si magna bene, e poi stare lì per le chiacchiere sul libro e le letture musicali, oppure arrivare direttamente verso le 22, mangiati, come si dice, e godervi solo la seconda parte della serata.

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Menomale che mi ho le recchie (non pelose)

Come già successe l’anno scorso, anche in occasione dell’edizione 2010 del Future Film Festival mi hanno chiamato a mettere i dischi per la festa danzante. Il tema è “il licantropo”, in occasione dell’uscita di Wolfman. No, non metterò delle orecchie pelose né denti di plastica. Cercherò invece di fare ballare voi, lupetti e lupette, con una partner d’eccezione: la mia maltrattatissima stagista Eleonora, che potete ascoltare a Maps nella sua rubrica Gods of Mainstream.

L’appuntamento è al Locomotiv Club, questa sera. Si entra gratis fino a mezzanotte. Dopo ci trasformiamo e diventiamo bruttissimi. Ma non quanto l’immagine qua di fianco, tranquilli.

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Menomale che mi hanno imparato a leggere

Sullo scrivere, ne saprete tra poco (sì, presento ancora il libro in giro). Ma sul leggere, be’, potete fare un salto stasera alle 21 in via Capo di Lucca 12a a Bologna. È il nuovo appuntamento con Cenè. Praticamente si cena a tema mentre si ascoltano letture: e il tema è il nero.

Quindi io leggerò brani tratti da Blackout di Gianluca Morozzi, e dal suo prossimo romanzo Cicatrici, mentre Barbara Maccagni leggerà brani tratti da Sei caffè e dal nuovo romanzo del mio compagno di collana editoriale Paolo Alberti.

Nel mezzo, si magna. Speriamo di reggere fino alla fine.

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Problemi di copyright

Ho trovato nella buca delle lettere un depliant di articoli “da Carnevale” kitsch a dir poco: scherzi, vestiti, spray all’odore di vomito, piedi e cacca. E maschere di gomma.


Maschere di gomma di personaggi famosi. Per lo più animali e personaggi di fantasia, come si può vedere.

Tralasciamo pure il fatto che “Miky” sembra pronta per essere usata da un rapinatore (notate il folle e criminale guizzo negli occhi che si intravedono oltre i buchi) e che, evidentemente, so meno dell’icona-bovino di quanto creda, rimangono comunque i dubbi sul porco. Quello sulla destra, intendo.
E, in ogni caso, la prudenza dei redattori del depliant dimostra che “Berlusconi” è un marchio registrato tanto quanto “Topolino”, e accomunato alla misteriosa mucca per essere identificato dal suo tipico verso.
Come vedete, il porco rimane al di fuori dalle ricorrenze logiche dell’insieme. Forse.

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Vado e torno

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Mogli e madri

L’altra sera, tornato a casa dopo Seconda Visione, ho sventuratamente acceso il televisore su RaiUno. A “Porta a porta” si parlava di Io, loro e Lara. Ospiti in studio: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Paolo Crepet, uno psichiatra appena più verosimile, un prete (per la quota-Chiesa), Roberto Gervaso, un’altra donna  sorridente immobile su un videowall. Il film di Verdone dava spunti per parlare di Verdone e della sua carriera, ma anche per altri simpatici temi tra i quali “Quando il padre sposa la badante”. Dopo sei secondi dall’inizio della discussione, i maschi in studio hanno concluso che, se uno si sposa la badante, be’, alla fine è colpa della moglie.
E lì è accaduto il miracolo: ho visto un fremito sul bellissimo volto, altrimenti inespressivo, e solitamente inerte della Chiatti. La poverina, unica donna (quella sul videowall era chiaramente un fermo-immagine inserito per la quota rosa) in mezzo ad una serie di maschi schifosi (togliamoci Verdone) era letteralmente schiacciata: è riuscita solo a dire “Eh, alla fine è sempre colpa delle donne”.
Non fosse mai stato. Una donna bella che apre bocca. Gervaso ha prontamente replicato “Per millenni la colpa è stata degli uomini [sic], adesso tocca a voi”.
Fine della discussione, Chiatti zittita, pelata di Gervaso con duecento watt di potenza in più.Si passa con geriatrica leggerezza a parlare di quanto sia bello per un uomo avere una donna molto più giovane al proprio fianco. Vespa ricorda la figura di Cesare Musatti: ma mica per la sua importanza storica, politica o culturale, no. Perché la sua compagna “aveva un terzo dei suoi anni” e lo guardava in maniera adorante. Lo psichiatra appena più credibile di Crepet aggiunge, gongolando, che questa dava del “voi” al suo compagno. A quel punto anche la pelata di Gervaso gongola, e impone al suo sottoposto di affermare, con aria sognante: “Come si può resistere a una donna che dà del voi…”. E la Chiatti zitta, ovviamente.

Non ci credete? È tutto qua, spudoratamente. Ma non parliamo di fascismo. Mussolini diceva che “Le donne debbono tenere in ordine la casa, vegliare sui figli e portare le corna”. Alla casa ci pensa la badante.

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Craxi, via

Il flusso delle notizie viene creato in modo tale che sia rutilante. La tecnica è quella della prestidigitazione: una mano ti mostra qualcosa, velocemente, poi l’altra ti fa vedere qualcosa di diverso, e poi l’attenzione viene spostata di nuovo. In questo modo, non ci si capisce una mazza, e le palline scompaiono dai bussolotti, e i conigli escono dai cappelli.

Tutto questo viene fatto, però, non in un teatro o un oratorio che ospita un concorso per maghi di provincia, ma su quasi tutti i media nazionali. Per fortuna, ancora una volta, c’è Stefano Disegni, che “mi” scrive:

Via Craxi docet… una strip dedicata in particolare agli amici milanesi (ma anche a Roma non siamo messi troppo bene) cui va la mia solidarietà, sperando che rimanga un’esagerazione satirica…

E continuiamo a sperare… Come al solito, cliccate sulle vignette se volete mantenere la vista, almeno fisiologicamente parlando.

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