Coming Out (parte prima)

Tempo fa avevo parlato di novità editoriali in uscita che mi riguardavano, una volta tanto, come autore.
Beh, intanto la prima. È uscito, per Manni editori, Quello che c’è tra di noi, una raccolta di racconti di vari autori – tra cui ci sono anche io, ma dai – che trattano di amore omosessuale. È un volume che esce in occasione del Pride di Bologna, e che verrà presentato domani alle 1830 al Cassero della città felsinea nella quale risiedo ormai da dodici anni (la casa nuova compie invece, in questi giorni, 2 anni, io ne ho fatti trenta da una decina – di giorni).

Venite, accorrete numerosi, comprate il libro, se vi va. E se leggete il mio racconto, sono sinceramente curioso di sapere cosa ne pensate: non solo da etero ho scritto di amori omosessuali, ma ho parlato di donne. Triplo salto mortale.

P.S. Per le prossime novità, controllate qua, nei prossimi giorni. Ma vi farò sapere.

7 commenti

Archiviato in Eight Days A Week, Paperback Writer

7 risposte a “Coming Out (parte prima)

  1. Auguri: per il libro, per i trent’anni, per la casa. Passo di qui meno di quanto vorrei, meno di quanto dovrei ma più di quanto pensi. Ossia, come dice Robert De Niro infilandosi indice e medio negli occhi in Meet The Parents, «I’m watching you». Sis felix.

  2. utente anonimo

    caro fra, come vedi ci teniamo aggiornati sulle novita’ editoriali anche dal medioriente! non vedo l’ora di tornare in italia per leggerti!!
    bravo bravo bravo!
    elena e patxi

  3. congratulèscion, per tutto, a quanto pare. Siete già due che conosco a dover uscire con eumeswil. Sei proprio un pischello, trent’anni… Ciao

  4. grazie a tutti, care e cari!
    adesso concentratevi forte forte e pensate al mio libro in uscita. così magari esce.

  5. appena finito di leggere il rapporto sull’omofobia del quale, spero si fara’ non solo gran parlare, o coriandoli per il gay pride.
    mi chiedo, siamo pronti a sapere di “quello che c’e fra noi”?

    …scusa ma ti sei accorto di quanto “concentratevi forte…cosi’ magari esce” sia metafora assai evocativa? si vede che non l’hai scritta al mattino, o in fase di stitichezza del pensiero🙂

    baci beth

  6. sei terribile, beth! considerando lo sforzo (e l’amore che ho per questa nuova raccolta di racconti), più che di evacuazione sarebbe più carino parlare di parto😛

  7. Pingback: Tre dei miei fantasmi | A Day in the Life

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