Archivi del mese: gennaio 2008

Nuove frontiere delle traduzioni automatiche

Io, di spam, ne so troppo poco. Devo saperne di più, assolutamente. Ultimamente, in una delle mail del lavoro pomeridiano, arrivano nuovi messaggi promozionali, che fanno mangiare la polvere agli ormai vetusti “Enlarge your penis”. Anche i maghi dello spam, infatti, hanno capito che la vera arma di affabulazione è la narrazione. Quello che segue è il testo di due mail tra le tante.

Ordinate ora e provate il miracolo blu. L’opinione del nostro cliente:

2 mesi fa la mia amica con me hanno deciso di far l’amore per la prima volta. Quando il momento E venuto, e volevo penetrarla, ma restavo completamente debole. Abbiamo provato ancora una volta cio 3 settimane dopo, ma non avevo ancora forze. Il mio zio mi ha raccomandato il Viiaaaaagra…. Noi abbiamo tentato la settimana passata ancora una volta con la mia amica, ed era la notte piu notevole nella mia vita. Prendo il Viiaaaaagra… una volta alla settimana, e tutto va perfettamente bene. La mia amica non ha piu nessun dubbio sulla mia qualita sessuale.

Notate l’approccio diaristico e informale: il protagonista vuole fare l’amore con la sua amica. E poi lo scarto crudo: vuole penetrarla. Di seguito, l’entrata del deuteragonista, o, secondo Propp, l’aiutante. Una figura archetipica e universale: lo zio-che-consiglia. E poi l’uso quasi onomatopeico della parola “Viagra”, urlata quasi a mimare la gioia. E la felice risoluzione. Ma vediamo un altro esempio.

L’opinione del nostro cliente:

Utilizzavo recentemente il Viiaaaaagra… e devo dire: ho gradito il Viiaaaaagra…. E un mezzo che fa rivivere. L’eta non fa niente. Sono ancora giovane infatti, ma “la forza del Viiaaaaagra…” non puo essere sostituita soltanto da una giovane forza. Era qualcosa come un martello Ho stupefatto. Ho deciso di prendere cio regolarmente. – 21 anno.

Vivete soltanto una volta – perche non provare qualcosa nuovamente?

Qui l’approccio è epico-mitologico. Rimane la mìmesi del nome del prodotto, ma vi è una sorta di seconda rinascita, con una metafora (pisello/martello), che rimanda da un lato alla quotidianità, dall’altro a Thor. Il protagonista ventunenne ha un afflato superomistico: l’età non conta nulla, conta la potenza. Al controllo, beh, ci pensiamo un’altra volta.

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You only give me your money

E così adesso molte canzoni dei Beatles potranno essere usate per spot pubblicitari. La prima sarà “All You Need Is Love”, per dei pannolini astutamente chiamati Lav (aaargh). Visto che ormai ci siamo, ecco qualche suggerimento per i pubblicitari che potranno fare man bassa del catalogo di Lennon/McCartney.

– “Come Together”: ottima per preservativi ritardanti per lui, stimolanti per lei;
– “Fixing a Hole”: come sottofondo per un silicone sigillante qualsiasi;
– “Tomorrow Never Knows”: va benissimo per un gruppo assicurativo (e qualcuno si è già preso “Here Comes the Sun”);
– “Mean Mr Mustard”: un bell’accompagnamento umoristico allo spot di una senape;
– “Strawberry Fields Forever”: confetture alla frutta;
– “Honey Pie”: soave musica per reclamizzare un lievito per dolci;
– “Drive My Car”: sembra fatta apposta per un commercial di una sprintosa piccola utilitaria destinata ai giovani;
– “The Word”: prima o poi il pacchetto Office-Vista uscirà? O è già uscito?
– “Eight Days a Week”: superassorbenti per cicli parossistici.

Tutto, basta che Berlusconi non si prenda “Taxman”. Ma forse no, visto che è di George Harrison.

(and my guitar gently weeps…)

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