Back from the New York Groove

Sono tornato. Martedì scorso, per la precisione. Ma ho avuto da fare.
In molti mi hanno chiesto “com’è andata, che hai visto, che hai fatto”, ma le parole che trovo sono poche, ripetitive, legati a piccoli episodi.

Quindi, per il momento, andate a vedere A Flickr in the Life, aperto appositamente per ospitare una selezione del mezzo migliaio di foto che ho fatto tra NYC e Boston con la cara vecchia Rollei e con la macchinetta digitale con cui scatto le foto di A Pic in the Life. Fatemi sapere che ne pensate.

Le parole verranno, sperando siano all’altezza della meraviglia che ho vissuto per dieci giorni.

10 commenti

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10 risposte a “Back from the New York Groove

  1. Welcome back…
    Lo so, è durissima. Pensa quando io tornai dopo “a year”…
    Io però ad Harlem non ebbi il coraggio di andarci, da sola. In compenso, giravo per Times square e Brooklyn dopo mezzanotte. Beata incoscienza dei 20 anni.

  2. Anche una mia amica è stata a New York in questo periodo. Era entusiasta. “Ci andrei a vivere subito” mi ha detto. E tu?

  3. NY e Boston, stesse tappe del mio viaggio in America datato 2001. Non ho mai avuto il mito americano e non l’ho maturato neanche sul posto. Un bel viaggio, per carità, ma niente di straordinario, secondo il mio punto di vista.

  4. utente anonimo

    Petizione per salvare la serie televisiva americana THE OC , direttamente dalla fox , basta scrivere il vostro nome e cliccare su invio , aiutateci e fate girare questa e-mail : http://www.fox.com/oc/savetheoc/

  5. DcD

    Bello stile, rende l’idea e crea un’atmosfera anche se quelle con elaborazioni mi piacciono meno.
    Credo che mi piacerebbe scattare foto così se ci andassi.

    DeCaDe

  6. grazie per i bentornato, care e cari.latifah: la ny di oggi è molto molto più sicura di quella di vent’anni fa. e l’unica cosa che si rischia a times square sono le cornee, viste le luci, lucine e fari che ci sono…giorgi: io ci andrei a vivere se avessi un lavoro che mi soddisfa da molti punti di vista. e la possibilità di mangiare decentemente. il mio fegato, dopo qualche giorno, urlava pietà.paola: non è questione di avere il mito americano. è che proprio new york, secondo me, è incredibilmente bella, eccitante ed emozionante.decade: grazie, sono contento che ti siano piaciute. comunque, nessun effetto: è la digitale che, a volte, impazzisce.

  7. utente anonimo

    Sono foto molto belle di posti molto belli. E pieni di storie, sia le une che gli altri.
    Miss-NY-Abin

  8. le storie, peraltro, ci sono. ho scritto molto, quando ero là, ma forse l’ho fatto solo per me. ancora non so. grazie, comunque.

  9. utente anonimo

    Sono statao a NYC questo inverno, dopo una tappa a Philadelphia. Descrivere la Grande Mela a parole è impresa impossibile, soprattutto quando metà del tuo immaginario è cresciuto all’ombra dei dischi di Reed, Springsteen, Dylan, e dentro alle pagine di Paul Auster, De Lillo e Roth. Non una città. qualcosa di più. Bentornato.

    turk-182@excite.it

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