Moviegoers – prima parte

Dopo anni di frequenza di sale cinematografiche di qualsiasi tipo e a qualsiasi ora, sono pronto per mostrarvi la mia collezione di figurine di spettatori cinematografici, con tanto di riferimenti precisi, quando la memoria me lo consente.

Il mangiatore. Non stiamo parlando di gomme da masticare o rotelle di liquirizia, ma di persone che, in condizioni normali (non, per intenderci, in festival in cui non c’è neanche il tempo di andare in bagno), usano il cinema per banchettare. I cibi, di solito, sono contenuti in recipienti la cui foggia è irrilevante, ma che hanno come caratteristica comune l’essere rumorosi. Sacchetti di patatine che, accartocciati e scartocciati, sovrastano esplosioni in Dolby Surround, bottiglie che si aprono e sparano aria compressa, barattoli che da soli riempirebbero di ritmo un sambodromo. Il mangiatore si sente protetto dal buio della sala. Non appena si spengono le luci, apparecchia e inizia a mangiare. Quando l film finisce, apparentemente non rimane traccia del pasto, fino a che uno, sedutosi per assistere allo spettacolo successivo, si trova un osso di pollo conficcato nell’anca.
Bologna, cinema Odeon, poco fa, proiezione di Proprietà privata: un mangiatore ha tirato fuori una Schweppes Tonica, un tupperware e ha intervallato il tutto mangiando delle ignote pasticche da un blister. Ovviamente rumorosissimo.

Il dormitore. Di nuovo, non stiamo parlando di chi si abbiocca all’ennesimo capolavoro del cinema orientale, ma di chi pare vada al cinema per dormire. Di solito sono uomini anziani, che credo vogliano fuggire di casa. Non appena le luci si abbassano, il dormitore entra nella fase del primo sonno, appena il film inizia, parte il russìo, il climax narrativo concide con la fase REM. Niente sveglia il dormitore: è l’ambiente che gli concilia il sonno, una poltrona scomoda non fa differenza, e lui, beato, si addormenta nonostante quindici casse gli sparino nelle orecchie voci, musica, urla. Probabilmente in casa stanno peggio.
Praticamente ad ogni film della mia vita, con una maggiore incidenza nelle proiezioni stampa mattutine e serali della Mostra del Cinema. Ma nonostante questo, puntualmente l’Illustre Dormitore sfornava, il giorno dopo, il suo bel pezzo da Quotidiano.

Il didascalico. Avendo impellente bisogno di commentare qualsiasi cosa, ma con il terrore di sbagliare, il didascalico, appena vede i titoli di testa, inizia a recitarli, con intonazioni diverse. Ascendente se non conosce il nome sullo schermo, discendente se lo conosce. Considerate che di solito il didascalico non ne sa moltissimo di cinema. Questo tipo non si accontenta, però, di commentare i titoli: adotta questo atteggiamento per tutto il film. Quindi se l’attrice si alza, dirà “Si è alzata”, se l’antagonista muore ne decreterà il decesso con la precisione di un medico legale, eccetera eccetera.
Prima, come nel primo esempio, stesso posto, stesso film. Inizia il film, con la scritta “Una produzione Tarantula”. La didascalica – variante maestra in pensione – si affretta a comunicare all’uditorio che si scrive “tarantola”, con la “o”.

L’investigatore. Anche l’investigatore commenta, ma con attinenza specifica ad un particolare secondario del film. Se c’è un’esplosione noterà che un piccolo tiglio in basso a destra viene spazzato via, se due amoreggiano, capirà dalla sveglia sul comodino di lui se si tratta di un amplesso mattutino, pomeridiano, serale o notturno, e così via.
Giovedì 22 novembre 2006, anteprima de Il labirinto del fauno al cinema Capitol. La piccola protagonista del film sta per entrare in un pericoloso anfratto di un tronco. L’investigatore seduto accanto a me dice alla sua ragazza, riferendosi a qualcosa sulle radici dell’albero: “Soccia, mo guarda che fungo enorme c’è là! Mo cos’è, un porziino?”

continuail

8 commenti

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8 risposte a “Moviegoers – prima parte

  1. utente anonimo

    abbastanza esilarante.. Grazie, perchè d’ora in poi, invece di pensare a come soffocare – in silenzio, s’intende – il mangiatore di turno, sorriderò di questo post!
    Miss Ann-sigh-Abin

  2. Il dormitore estremo. Spiderman 2, anonimo martedì sera, sala grande del Capitol di Bologna. Si accendono le luci dell’intervallo, si nota nelle prime file un signore anziano con testa reclinata e nessun cenno di vita. Si grida al morto e si chiama l’ambulanza, secondo tempo del film rinviato. All’arrivo dei soccorsi il tipo fortunatamente resuscita, e da sotto la poltroncina compare una bottiglia di Jack vuota. Il mio vicino commenta: “Sembra di essere su E.R.”. Poi gli infermieri sbagliano manovra e piegano il povero dormitore estremo in due dentro la barella come nel peggior Fantozzi. Mi giro verso il vicino: “No, è Scrubs”. Applausi, il film ricomincia.

  3. utente anonimo

    Bellissimoooooo!!!
    Le figurine sono troppo azzeccate, che ridere 🙂
    Grazie, mi sento meno sola nei miei deliri di protesta… è confortante sapere che ci sono altri a soffrire per queste situazioni al cinema.

    Attendo curiosa la prosecuzione di questo meraviglioso catalogo di umanità cinefrequentante.

    clara

  4. L’ho visto!non era un porzino,era una massa di tamburo!

  5. Mi sono sentita chiamata in causa…nonostante fosso in prima fila all’Odeon, mi sono clamorosamente abbioccata durante la visione di Facisti su Marte…!

  6. nonsischerzapiu: grazie. quelli che disprezzi, invece, quali sono? no, è una domanda seria.miss ann-sigh-abin: sorridi, non metterti a ridere sguaiatamente, se no siamo punto e a capo.valido: yeeee!clara: spero che anche la seconda parte ti abbia soddisfatto. in ogni caso, sempre e comunque, protesta, ne hai tutti i diritti.maxna: maledetto, eri tu! 🙂lelahach: basta che fosse gagliardissimo sonno ristorator!

  7. Pingback: L’irrappresentabile | A Day in the Life

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