Archivi del mese: novembre 2006

O mio Dio, un post a punti

Per evitare di parlarvi sempre di radio, che ne avrete anche le palle piene (però l’intervista con Luca Sofri, oggi, è stata piuttosto divertente), ecco alcune considerazione sparse, scritte qui con l’unico scopo di non farvi dire: “E ma però non scrive più, quel simpatico imbecille.”

  • La home page di Repubblica, in occasione della Giornata Mondiale della Lotta all’Aids, linka un simpatico video in cui Clinton (uno dei più grandi caratteristi potenziali della storia del cinema, secondo me) dialoga della malattia con un “Muppet sieropositivo”. Ovviamente non si parla di preservativo, ma, in un avviluppo metatestuale abbastanza ipocrita, si raccomanda ai genitori di parlare ai figli della malattia. Ah, già, poi si dice anche che bisogna abbracciare i sieropositivi. Clinton se la cava abbracciando un pupazzo. Bah.
  • Stasera Raf tiene un concerto in centro a Bologna, praticamente a venti metri da dove vivo. Tornando a casa l’ho visto: assomiglia in modo impressionante a Rocco Siffredi, da lontano. Queste somiglianze con le pornostar mi sconvolgono: avevo un professore di educazione fisica veramente identico a John Holmes. Di viso, sicuramente. Il resto non mi è dato di sapere, per fortuna.
  • Poco fa ho telefonato a Tony Binarelli, per motivi che scoprirete. Ho trovato un numero di telefono sul suo sito, ho chiamato, mi sono presentato, ho chiesto chi ci fosse dall’altra parte del telefono. “So’ Tony Binarelli”. Magia, ho pensato.
  • Sempre per motivi di lavoro (saprete caro, saprete tutto), ho cercato un contatto con Il Divino Otelma: il suo sito consiste solo della homepage. Non resisto: è scomparso. (Uccidetemi).
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Partners

No, giusto una breve nota per dirvi che domani a Sparring Partner c’è Paolo Sorrentino che chiacchiererà con me, Fede MC e con voi del suo ultimo film L’amico di famiglia. Non al telefono, proprio negli studi della radio. Se avete domande, usate la sezione “contatti” di Sparring Partner. Se arrivate tardi c’è il podcast e anche l’archivio audio. Non dite che non eravate stati avvisati.

Poi mercoledì c’è al telefono Giampaolo Felici degli Ardecore.

Ecco l’intervista!

E poi inizierò anche a scrivere sul blog di Sparring Partner. Appena la Clone Inc. mi consegna un altro me, che si occuperà anche di rispondere a mail piacevoli, scrivere regolarmente qua, riprendere il fotoblog, andare a bere le birre.

Ultim’ora: Paolo Sorrentino ha la febbre, quindi, come da scaletta, oggi si parla di Caravaggio. Butta via.

Ma alla fine l’intervista a Sorrentino l’ho fatta…

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Cookies 4

Ricominciamo da dove avevamo iniziato. Esiste il corrispettivo-biscotto degli Special K? Sì. Anzi, ne esistono molti. Qualcuno, come i Grancereali del Mulino Bianco, è decisamente passato di moda, altri non hanno mai acquistato quote di mercato. Ma il vero biscotto radical-chic, spartano e hype è The Original Digestive della McVitie’s.
Nella foto vedete la confezione inglese del prodotto: in Italia la scatola che contiene il tubo di biscotti è quadrata, di cartone.
Esaminiamo prima il biscotto: ha il diametro di una betulla molto giovane, e anche lo stesso gusto. Insomma, un biscotto che, quando cade a terra, non si sbriciola: si struciola. Ruvidissimo al tatto, se non fosse così friabile lo si potrebbe usare per fare leggeri lavori di scartavetratura. Ma il Digestive è modesto e spartano: nutre come il cartone, ma probabilmente brucia meglio.
Mentre ne sgranocchiate uno, e vi sentite una via di mezzo tra un castoro e Woody Woodpecker (Picchiarello, in italiano, ma qui si parla di prodotto inglese), leggiamo insieme ciò che c’è scritto sulla confezione.
Intanto notiamo la scritta “The Original”: due parole che si trovano solo sulle Clark’s, sulle cinture “El Charro” e su qualche altro prodotto. “Ricetta originale della Gran Bretagna”, c’è scritto in bianco sul rosso, colore dominante della scatola. Immediatamente siete spinti a prendere una bustina di Twinings e a prenotare un volo per Londra. Ma non è tutto, sentite qua:

“Nel 1892 nascono con nostro grande orgoglio gli Original Digestive [è la partita tuttora in commercio: 114 anni e li dimostra tutti, nd.r.]. E la loro straordinaria ricetta, la loro unica bontà li ha fatti apprezzare nel mondo ed in particolare in Italia”

Ma certo, in Italia i Digestive vanno alla grande: provate a chiederli ad un commesso di un supermercato. Frustrato dal non trovarli, ma a rischio licenziamento a causa del contratto interinale, vi offrirà in cambio l’ubicazione esatta del Sacro Graal. Non cascateci: quel Graal non è The Original Holy Grail.

“Original McVitie’s Digestive è un biscotto con farina integrale [di betulla, n.d.r.], delizioso [de gustibus, n.d.r. ] e ricco di sapore [e vabbè, negare l’evidenza, però… n.d.r.], adatto ad ogni occasione.”

Come, per esempio, cacciare qualcuno di casa tirandogli un Digestive in un occhio: le schegge sono micidiali.

“Perfetto a colazione, da gustare con tè, caffè, latte, ti accompagna in ogni ora del giorno per uno snack insuperabile…”

Autogol di chi ha redatto il testo: mi sono immaginato in un bar, con un McDigestive in mano, mentre ordinavo un cornetto al cioccolato.

“… ogni volta che hai bisogno di recuperare un po’ di buon umore.”

Eccoci qua. Come con i Kellogg’s Special K torna il buonumore e, attenzione, è immediatamente legato ad altro: il paragrafo successivo, infatti, parla di una “gamma McVitie’s”. Girate la scatola: qual è il biscotto che viene richiamato? Ovvio: il Chocolate Digestive. E torniamo sempre al cacao, torniamo.

Ora siete tristi? Ma no, in fondo state inzuppando un biscotto digestivo in un the. Cosa ci sarà poi da digerire in un the… Ma, attenzione!

“L’espressione ‘Digestive’ originale inglese non sta a significare che il biscotto possieda caratteristiche dietetiche digestive.”

Troppo tardi, siete fregati. Per digerire i numerosi dischetti di betulla che avete appena ingurgitato, pieni di buonumore, gusto e bontà, sarete costretti a ricorrere ad una sola cosa: un Original Alka Seltzer.

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Specchio delle mie trame

Nell’ultimo numero di “Specchio”, supplemento settimanale de “La Stampa”, c’è un’intervista di Marco Gregoretti a Licio Gelli. L’occasione è data dall’uscita di Licio Gelli. Parla il venerabile, un libro-intervista al capo della P2 di Sandro Neri.
Gelli, nell’articolo di “Specchio”, inizia subito a provocare: “Io sono l’ultimo gerarca fascista in servizio permanente effettivo in vita”, dice che per risollevare il paese servono “due anni di dittatura”, che dovrebbero iniziare con l’abolizione del Consiglio Superiore della Magistratura e delle Regioni. Gelli definisce la Massoneria come “una scuola di etica”, e parla della strage di Bologna come di un “incidente di percorso”.

La cosa che mi chiedo è: salvaguardando il diritto all’informazione, perché dare ancora spazio a Licio Gelli, adesso, considerando che è agli arresti domiciliari, ha 87 anni, ha fatto dei danni incommensurabili al Paese, e da lui i magistrati non potranno sapere nulla? Che informazioni mai mi daranno l’articolo e il libro (citato all’inizio, ma di cui poi non si parla neanche per una riga: tutt’altra cosa è l’articolo di Alfonso Contrera su “L’Espresso”, riportato da Dagospia)? Ditemelo voi, perché io proprio…

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