Quadri e quadretti: Pearl Jam – Palamalaguti, Bologna, 14 settembre 2006

La cassetta su cui avevo registrato Ten, il primo disco dei Pearl Jam, è una Sony HF 60, infilata in una custodia di un’altra cassetta: quelle della Sony sono trasparenti, mentre quella è nera, di plastica. I titoli delle canzoni sono scritti con un pennarello nero su un foglio tratto da un quaderno a quadretti. Credo di avere quella cassetta dal 1992, più o meno l’anno in cui comprai la mia prima camicia a quadri, di flanella, di quelle che si vedevano addosso ai vari gruppi grunge dell’epoca. L’anno dopo, credo, iniziai a lasciarmi crescere i capelli (“capelli lunghi non porto più, ma suono la chitarra”: scusate, è che quell’altro concerto…), che all’inizio avevano più o meno la lunghezza di quelli di Eddie Vedder all’epoca.
Lo dicevo sempre: se potessi scegliere che voce avere, vorrei poter cantare come il cantante dei Pearl Jam. Chiamatemi scemo.
Ma intanto, i Pearl Jam, non li avevo ancora visti dal vivo. Continuavo a registrare cassettine con live, e poi a comprare o masterizzare dei bootleg ufficiali, e a cantare guardando lo stereo. Non come Eddie Vedder.

Sono passati quattordici anni, e finalmente ce l’ho fatta a vedere i Pearl Jam in concerto, nonostante un’attesa sfiancante (per molti versi) sotto la pioggia, che ho preso tutta addosso: vi pare che un quindicenne ad un concerto si porti l’ombrello? Il quindicenne, completamente bagnato, nonostante quella cassetta e quella camicia siano nella casa natale, ormai, a scambiarsi quadri e quadretti, ha potuto cantare a squarciagola le canzoni di quella cassetta. “Even Flow”. “Porch”. “Why Go”.
“Black” (e i suoi cieli di altri, che all’epoca erano così platonici, adesso, invece, sono così concreti, reali e distanti in maniera quasi rassicurante, anche se la tinta rimane presente. Un pezzo che è la parte disperata e riflessiva della mia adolescenza*, e non solo. E anche di molti altri, mi sa, a sentire come la cantava il pubblico di ieri).

“Alive”.

Nonostante tutto.

La scaletta di ieri, tratta da www.pearl-jam.it: Elderly Woman Behind a Counter in a Small Town, Do The Evolution, Animal, Severed Hand, Given To Fly, World Wide Suicide, Save You, Even Flow, I Am Mine, Marker In The Sand, Green Disease, Daughter / (It’s OK), Alone, Whipping, Present Tense, Comatose, Porch
bis 1: Black, Better Man, Life Wasted, Alive
bis 2: Bu$hleaguer, Why Go, Baba O’Riley, Indifference

No, per dire. Che concerto meraviglioso.

* “Smells Like Teen Spirit”, invece, è la parte disperata e violenta della mia adolescenza. Oh, mi verrete mica a dire che avete avuto un’adolescenza felice? Per contratto la felicità innocente e pura finisce con la prima presa per il culo in prima media.

10 commenti

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10 risposte a “Quadri e quadretti: Pearl Jam – Palamalaguti, Bologna, 14 settembre 2006

  1. utente anonimo

    io c’ero, con la felpetta bagnata fradicia, i panini portati da casa e la voglia di pogo….ma ho 32 anni e qualcosa lo sentivo stonato. chissà cos’era? forse che i panini me li ero preparata da sola, che le facce dei miei sgomitanti vicini erano giovanissime, che dopo 50 minuti in piedi avevo un mal di schiena galattico….chissà…

  2. utente anonimo


    eh. che vuoi dire di più?
    una roba così. incredibile. ecco.

    kumquat

  3. come si è cantata “Black”…pelledoca…..😉

  4. andata e ritorno in motorino sotto la pioggia fitta e *non sentirla*..
    tutto ok.. 🙂

  5. utente anonimo

    che concerto.il cuore piazzato in fondo alla gola, che urlava stonato..

    rock’n’roooll!
    Mary

  6. anonima: domande che mi sono posto anche io. anche se non mi ero portato i panini da casa.kumquat: sì, e pare che a milano sia stato anche meglio!cidindon: anche tu adolescenza felice, eh? lo sapevo, lo sapevo…lafagotta: anche io ero in trance, al ritorno. e la pioggia c’era comunque. che meraviglia. mary: rock’n’rooool!stee: eh no. la scaletta è quella. ma l’hanno fatta in altri concerti del tour.

  7. l’invidia mi prende e mi porta via lontano!io non c’ero…

  8. utente anonimo

    stupendo post…
    io li vidi a milano nel 2000…
    e tornai 17enne…
    grande francesco!

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