Gianni e le storie tese

Ieri c’è stata la mezza maratona di Bologna. Incredibile, sportivo come sono, che me la sia persa, ma ormai è inutile piangere sull’acido lattico (versato). Piuttosto, il giorno prima si è svolta una grande kermesse (non vedevo l’ora di scrivere questa parola sul blog) in attesa della competizione. Su un palco in piazza Maggiore si sono esibiti vari artisti, e anche gli Zero Assoluto.
Ma il clou della serata, presentata da un Linus che secondo me non vedeva l’ora di andarsene a correre il giorno dopo, è stata la presenza di Gianni Morandi, che tornava a suonare davanti a San Petronio dopo anni, insieme ad altri, tra cui la nostra blogger, nonché cantante, Syria. Ma soprattutto insieme agli Elio e le storie tese.
Me ne vado quindi in piazza pensando tra me e me che, da anni, vedo il simpatico complessino almeno una volta l’anno, e che avrò la fortuna di sentire “Fossi figo” cantata dal buon Gianni insieme agli Elii.
E invece la sorpresa non sono stati questi, ma proprio Gianni. Mai stato un fan di Morandi: va bene, da piccolo ho cantato anche io “Sei forte papà”, e forse anche “Fatti mandare dalla mamma”, ma insomma, non ho un suo disco uno.
Quando ho visto, quindi, che il concerto stava diventando – appunto – Gianni e le storie tese, con una serie di pezzi a me sconosciuti dell’artista bolognese, omonimo di quello delle nature morte, arrangiati con la band, mi sono detto “e vabbè”. Solo che Morandi ci crede davvero. Lui, in fondo, è quello su mille che ce l’ha fatta, ma è come se fosse ancora in salita. Salta, fa le faccette, gode, strilla, cioè, gli piace proprio cantare, e vuole davvero dare di più. Una rivelazione.
Ma il meglio è successo quando Morandi è letteralmente impazzito. Ha preso la chitarra e ha iniziato la serie dei suoi grandi successi: due parole alla band, tipo: “È in do maggiore”, o “Qui fammi un assolo”, e via: “In ginocchio da te”, “Non son degno di te”, “Se puoi uscire una domenica sola con me”, eccetera. Delle storie tese, ovviamente, il più in palla è stato Rocco Tanica, che credo sia veramente un mostro assoluto, in grado di suonare tutto e subito. Faso e Cesareo un po’ in difficoltà, ma quello veramente in palla – si fa per dire – era Christian Meyer, il batterista. Essendo egli svizzero, “fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” era al massimo la frase per fare sì che lui e la sua fidanzatina si imboscassero tra le Alpi e i verdi pascoli, tra i monti che sorridono e le caprette che fanno ciao.
Come fare, quindi? Semplice: appena iniziava un pezzo, Elio, vicino al batterista, gli mimava il ritmo. Tempo due battute e lo svizzero andava. Uno spettacolo.
Lo so, lo so. Che razza di giovane sono, che vi parlo del concerto di Morandi e non di quello dei TV on the Radio di ieri? Ma di quello hanno già parlato in tanti, e benissimo. Io, invece, mi sono sorpreso ad emozionarmi mentre le migliaia di persone in piazza Maggiore cantavano all’unisono “C’era un ragazzo”.
Ma “Sei forte papà” non l’han fatta, per la cronaca.

12 commenti

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12 risposte a “Gianni e le storie tese

  1. utente anonimo

    Che bello e bucolico
    Woland

  2. ma la smetti di dirmi che sono sempre bucolico? è per le caprette, vero?

  3. sarà, ma secondo me morandi fa parte di una setta di presunti eletti che bevono sangue giovane per sentirsi più forte e per farcela veramente..che so, una roba tipo scientology o l’udeur.

  4. domanda: se facevano Silos M. dove avrebbe messo le manone?

  5. utente anonimo

    TV on the radio? non ti sei perso granchè!

  6. utente anonimo

    In effetti, concordo sul bello e bucolico.

  7. ho visto morandi dal vivo che passeggiava per strada: sembra un ragazzo di 30 anni. magro, tirato, giovane, sorridente. poi ho visto morandi in uno di quei film in b/n che danno solo d’estate, c’eran gli anni 60 e lui: era uguale. quanti anni sono passati nel frattempo? lui è nonno, babbo, maratoneta, cantante, tutto. a vederlo mi sento insopportabilmente già stanco

  8. gianluca: è un mistero. e tra scientology e l’udeur, cristo, non saprei che scegliere. forse scientology. nel senso che se vai al congresso dell’udeur non potrebbe capitarti di sederti vicino a nicole kidman.rael: domanda interessante. appena vedo giannone gliela giro.anonimo: a me il concerto dei tvontheradio è piaciuto un casino. (punti gioventù per avere usato quest’espressione: 12.)anonimo: sta diventando una fissazione, questa del bucolico. i complimenti fateli in maniera non anonima, così vi rintraccio e ci provo. con woland già l’ho fatto.bando: ancora una volta sono d’accordo con te. speriamo che si scopra, tra qualche anno, che aveva una serie di cloni.

  9. Questo post è quanto di più bello io abbia letto ultimamente. Finalmente una testimonianza SENZA PREGIUDIZI sul potere della musica italiana.

    Non so chi tu sia, però ti adoro per aver scritto queste righe!

  10. paola: ti ringrazio. vedo che siamo colleghi, in un certo senso. comunque ti confesso che, a mio parere, la musica “pop” italiana, con pochissime eccezioni, è veramente pessima.marika: miticissimo ray sugar sandro. un mese fa volevo fare un post su di lui, ma poi mi si accusa di sparare sulla croce rossa…

  11. Pingback: Quadri e quadretti: Pearl Jam – Palamalaguti, Bologna, 14 settembre 2006 | A Day in the Life

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