“Chi perde paga”

Vagava per le vie di Roma senza guardie del corpo, tanto non lo riconosceva più nessuno. Larghe chiazze di alopecia si facevano largo sul testone sempre in fermento, che pensava senza sosta. “Devo vincere”. Fosse stato giovane si sarebbe messo a tirare di scherma, avesse ancora avuto un cavallo (e uno stalliere) avrebbe montato e formato una bella squadra vincente di polo, fosse stato come quell’altro imbecille che continuava a telefonargli (“Si sente male”, diceva lui per chiudere la conversazione, “Sarà il satellite”, ribatteva l’altro per continuarla) sarebbe sceso in campo sui tavoli da poker delle bische di mezzo mondo. Avrebbe fatto qualsiasi cosa.
Continuava a ripetere dentro di sè “Vincere, vincere, vincere”, e non c’era neanche più qualche vecchio simpatizzante che riprendeva le sue parole, trasformandole nella nota marcetta “… e vinceremo in terra, in cielo, in mare”. Era solo.
Andava in giro per quei quartieri che aveva snobbato anche quando aveva compiuto i sopralluoghi per diventare sindaco della capitale. Per la prima volta si era sentito dire “Lascia perdere”, e infatti aveva perso un altro, al posto suo. Almeno quello. Faceva caldo, un caldo insopportabile, eppure non la smetteva di arrovellarsi il cervello. Vide in lontananza un bar, e decise di concedersi una bibita.
Si avvicinò al tendone esterno, e vide un ragazzino magrissimo e dall’aria scema appoggiato al calcio balilla. Sfoderò il suo sorriso migliore, gonfiò il doppiopetto e disse: “Ti va qualche partita? Chi perde paga.”
Remolo Gatti, detto “Er Polso”, campione imbattuto del quartiere da anni, prese la squadra rossa, pregustando l’ennesima vittoria.

6 commenti

Archiviato in I Am The Walrus

6 risposte a ““Chi perde paga”

  1. questi ultimi post sono davvero godibilissimo. rinnovataà creatività post elettorale?

  2. utente anonimo

    CONTINUO A ISTITUZIONALIZZARTI

  3. a volte dovrei anche rileggere,dopo aver scritto.

  4. heheh, veramente sfizioso questo post. ma poi si sa che a biliardino i rossi vincono sempre.
    (sei sicuro che lascierà perdere la malsana idea di fare il sindaco di roma? io già ce lo vedo a tentare di convincere i romani di rendere la capitale neffeciente come milano. e sento già la grossa pernacchia che si leverà all’unisono da ogni borgata)

  5. mokia: grazie, ma non credo che il post-elezioni possa avermi dato alcuna creatività, anzi. spero che sia una cosa mia e basta.gianluca: grazie anche a te. no, dai. adesso va in depressione e la smette. dai. eh? dai.rhadamanth: auguri, auguri.

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