Come fare radio causando inutili sofferenze

Come quasi ogni giovedì, anche oggi l’etere bolognese (e lo streaming mondiale) verrà invaso dalla mia voce. Nella puntata di Monolocane di stasera un’intervista a Daniele Luttazzi, con il quale ho chiacchierato del suo nuovo spettacolo Come uccidere causando inutili sofferenze, di satira e informazione e di quello che ho visto scritto sui muri di Bologna.
In più musiche, dediche, rubriche e tanta giovane spensieratezza.

Dalle 22.30 sui 96.3 e 94.7 MHz a Bologna e, cliccando qua, in streaming all over the world.

Ecco l’intervista a Daniele Luttazzi!

10 commenti

Archiviato in Eight Days A Week, Things We Said Today

10 risposte a “Come fare radio causando inutili sofferenze

  1. utente anonimo

    ..quando mi “imbatto”in un nuovo blog( e al tuo ci sono arrivata da uno di una certa Cassandra che ,a sua volta, avevo trovato dentro uno di un mio caro amico….._lo so…starai pensando:” ma non hai niente da fare?!?_”)…comunque…quando mi imbatto in un nuovo blog leggo sempre i post lasciati quando è stato aperto!Per capire un po’ che persona ho di fronte; ebbene….letto tutto agosto 2003, posso dirti che mi hai fatto molto ridere,che ho trovato molte cose geniali e ben scritte e che credo tornerò ancora a leggere!Il post che preferisco?Quello bucolico, in campagna dalla tua amica,con lo strano pappagallo!!
    A presto

  2. Meno male che c’è la giovanile spensieratezza di Monolocane…così posso tornare a casa e defilarmi senza che le coinquiline facciano storie perchè non guardo con loro Il grande fratello!!

  3. azz..me la sono persa.
    so che è una questione marginale, ma per caso avete parlato del suo blog e sul come è arrivato alla decisione di “chiuderlo”? a me è sembrata una mossa strana.

  4. gianluca ti ha chiesto la stessa cosa che ti avrei chiesto io, perché iersera ero a vedere Wallace & Gromit, ahimé (ahimé un corno, in realtà, film della madonna).

    insomma, un file con la puntata da scaricare? un bel podcast?

  5. Il file dell’intervista si può scaricare dal sito di radio città del capo.

    Facendo le veci di Francesco posso dire che Luttazzi ha parlato da solo, senza nemmeno bisogno della domanda, della chiusura del blog.

    Il motivo mi è parso più una critica incrociata a Beppe Grillo: non vuole diventare un leader e si è accorto come sul blog un personaggio come lui scatena proselitismo avviando un’inarrestabile deriva populista.

    Perfettamente d’accordo con lui, mi spiace non poter leggere il suo blog ma ha ragione da vendere.

  6. anonim*: grazie grazie. mi hai fatto ripensare a quell’estate, decisamente una delle più belle che abbia mai passato (e la mia amica, nel frattempo, è diventata mamma! no, il pappagallo non c’entra).simak: grazie di tutto. anche del fare le mie veci. sei mejo tu.🙂svaroschi: grazie anche a te, spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento.kekkoz, gianluca e tutti quelli che vogliono risentire le interviste: basta andare sulla pagina di monolocane, avere realplayer e il gioco è fatto.

  7. Urca, autopromozione in modulazionefrequenzata&digitalizzata… e chi non ha rialpleier?
    Vabbè, lavorerò d’Immaginazione Forzantis…

  8. ieri mi sono risentito l’intrevista per radio, e ti dirò che luttazzi non mi ha convinto.
    se è vero che il blog da libero sfogo ai propri sentimenti narcisistici ( ma se rimane al di fuori del patologico , che male c’è?) è vero anche che certi blog possono avere delle derive populistiche. Possono, ma non è detto. Spetta all’autore del blog (o colui che ne fa le veci……) trovare un modo per evitarlo, se veramente apprezza e crede nello strumento che sta usando. E luttazzi mi pare proprio che non abbia fatto nulla. Così di punto in bianco ha detto “basta questo gioco non mi piace più, non gioco più con voi..”. Gli strumenti per evitare una deriva populistica ci sono: innanzittutto non pensare di avere la verità in tasca, usare l’ironia non solo per demolire l’altro ma per smitizzare anche te stesso, rendere il blog uno strumento più interattivo chiedendo la collaborazione attiva dei lettori. altrimenti la differenza tra colui che dal proprio balcone esaltava la folla a colui che dal proprio blog esalta la folla si fa preoccupantemente minore.
    Mi ripeto, se luttazzi credeva di più a quello che stava facendo secondo me avrebbe fatto meglio a fare almeno un tentativo pubblico per tentare di smussare certe derive, altrimenti fa come quel pugile che al primo pugno del primo round getta la spugna. O forse luttazzi come molti blogger, blogger in realtà non lo è mai stato ( e a fare il dietrologo posso anche pensare che il tutto serviva a publicizzare un pò alcuni suoi prodotti off line, ma non lo faccio…)

  9. Pingback: Del senso del termine “blogger”, del blog di Luttazzi e di altre amenità | A Day in the Life

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