Metodo Mon3ssori

E così mi capita di vederti in coda alla posta, tu e il tuo maglioncino rosa con maglietta rosa, tono su tono, e i jeans quelli giusti, e le scarpe da ginnastica rosse, “sneakers l’ultima moda” ha sentenziato il sempre attento Venerdì di Repubblica. Sei davanti a me, come non posso vederti, e penso che un po’ di tempo fa io e i miei amici bolognesi adottati, ti avremmo definito “socciachebellamamìna”, con un lieve prolungamento del suono dell’ultima “i”. Espressione che sta per ragazza anziana (o donna giovane) con prole, di solito infilata in un passeggino che costa quanto un’utilitaria, ma non la tua, perché la tua, ovvio, è una Smart, ragazza anziana o donna giovane che ricordi con precisione le parole di lui “no, non ti preoccupare, non vengo dentro”. E subito dopo ricordi le parole “Ogino Knaus”, le tue, stavolta, immediatamente precedute da un pagano “speriamo in”. E invece hai sfornato un pupo, e non lo volevi. Adesso c’è e pare brutto. Ma sei orgogliosa del tuo culo, del tuo seno, delle tue amiche che ti dicono “ma come sei in forma, nonostante”, e pensano di ricominciare a prendere la pillola.
Sei davanti a me, e hai una bimba, decisamente calma e pacifica. E tu come fai a mantenerla buona in coda alle poste?
Facile.
Le piazzi in grembo il tuo videofonino che trasmette un video che vede l’infante stessa come protagonista.

Ora. Se fossi in forma, brillante, arguto, intelligente e colto tirerei fuori Freud e Lacan, Meyrowitz e McLuhan.
Ma sono stanco. E non sono tutto il resto.
Quindi, anche se non ne so nulla di metodi educativi, non ho un bambino, nonnesonulladellavita, lascia che ti dica solo una cosa: cogliona.

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20 commenti

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20 risposte a “Metodo Mon3ssori

  1. eh…tutti i torti mica che li hai.. Anzichenò
    Poveri noi.Poi mangiano solo se c’e la pubblicita!Ah no?
    Saremo genitori un giorno? e se lo saremo saremo in grado? Minghia i quesiti delle 7 della sera. Mo me ne vado nel mio angolino e rifletto…poi ti fo sapere eh..spetta tu. si!

  2. Commossa per le tue parole.
    Bacio, Roberta!

  3. brutta cosa però giudicare le apparenze…
    cordialità
    S.

  4. e invece forse la pargola era volutissima. e magari era la prima volta che la pargola poteva contemplarsi al videofonino. e uscendo di corsa aveva dimenticato il giochino colorato per distrarla. e insomma doveva pagarle quelle cazzo di bollette. quel cogliona mi sembra un po’ gratuito. ecco. sarà che quando i figli ce l’hai non osi più giudicare i metodi educativi degli altri… sempre graffiante, eh? Ciao

  5. utente anonimo

    scusa Giorgi, ma a me non pare che la cosa significativa di quanto ha scritto sia la sua veridicità. Non mi sembra importante appurare se la mamma sia veramente così o no. Il punto, secondo me, è che di persone così ne esistono, e anzi sono tante. L’assuefazione alla televisione a me fa molta paura, perché provvede a succhiare dai nostri cervelli intelligenza e senso critico
    Elisa

  6. Ci siamo dimenticati il capello biondo… sembra quasi uno status di maternità di queste zoccole.
    Non che intenda dire zoccola inteso come puttana, non sia mai, è più un definire una donna patinata e vacua, ma soprattutto bionda.:)

  7. utente anonimo

    …era la babysitter

  8. Si addice al mio penultimo post…dacci un occhio…
    Andrea

  9. Donna media, mediamente annoiata, assolutamente vogliosa di pisello. No: decisamente io non l’avrei insultata. Io – se gnocca come tu dici – semplicemente gliel’avrei appoggiato con eleganza sulla spalla destra. Hai visto mai.
    [Ste]

  10. utente anonimo

    mah… occhio a giudicare, magari tu per far stare buono il pargolo gli metterai nel grembo un ipod o qualsiasi altro lettore mp3 pensando “fico, così ascolta gli Slint o i Settlefish…” e qualcuno penserà di te “coglione”.

  11. IRI

    oltre il senso del vuoto.

  12. Però, però.
    In coda all’ufficio postale non è piacevole, con una bambina poi.

  13. Fra’ .. cos’è tutto questo astio? Magari l’ha voluta intensamente, la pargolina ..
    Solo perchè ha soldi da buttare in scarpe costose e jeans alla moda, non è detto che sia una pessima madre. Tantomeno lo puoi affermare dopo aver visto la scena del videotelefonino: meglio il gingillo tech che il ciuccio che cade dal passeggino e mamma che, raccolto, lo infila di nuovo in bocca al pupo senza nemmeno sterilizzarlo (scena frequentissima a MILANO, città famosa per essere pulita, appunto).

    Mi stupisci..e stavolta non in senso positivo..che succede? Desiderio di paternità?
    Bacino

    (Anna)

  14. spiegare i post è un po’ come spiegare le barzellette. con desolazione, si prende atto che un fenomeno comunicativo che dovrebbe essere basato sull’immediatezza, ha bisogno di una qualche “seconda battuta”, perché, da una parte e/o dall’altra, qualcosa non ha funzionato.

    mettiamola così: esistono fantasie gradevoli e fantasie sgradevoli. la parte del post su quello che poteva essere o pensare la signorina in questione è, per l’appunto, una fantasia “sgradevole”.

    esistono però anche degli atti, che possono essere giudicati o meno.

    è chiaro che (per rispondere a commenti sparsi):

    – dare un videofonino ad un bambino è meglio, tanto per dirne una, che lasciare che lui si raccolga da solo il ciuccio caduto per strada;

    – il modello di jeans di una persona non può dire molto sulla persona stessa;

    – fare la coda con un bambino non è piacevole, ma ho sottolineato come la bimba fosse calma e pacifica;

    – (lo dico per l’acutissimo anonimo commentatore azionista apple) se la madre avesse messo nelle orecchie della figlia un’ipod con la voce registrata della mamma (o della bambina), questo post sarebbe stato scritto praticamente allo stesso modo;

    – la definizione che viene data di “zoccola” nei commenti mi trova in disaccordo (meglio puntualizzare tutto);

    ciononostante fare quello che ha fatto la signorina secondo me è da coglioni.

  15. (e magari sono anche un po’ nervosetto, chi lo nega? è un periodo difficile, cari miei)

  16. E chi ha detto il contrario?
    E poi perché tutta questa spiegazione? Serviva? 🙂
    [Ste]

  17. alcuni hanno detto il contrario, ste. rileggi i commenti.
    comunque, preferisco essere chiaro, senza dimenticare che…
    un blog
    è un blog
    è un blog.

    🙂

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