Il Pelù sullo stomaco – seconda parte

Siete sul filo, eh? Che sarà successo al nostro Piero, dopo gli artistici natali, il periodo di vacanza studio a Parigi, le prime letture, la scoperta (e la ricopertura) dell’ironia?

In seconda media ha cominciato a radunare idee e spunti per fare musica: Jannacci, Bennato, i Black Sabbath di Tommy Iommi e Ozzy Ousbourne… Fino a Ennio Morricone. E i Beatles: “Il primo disco che ho comprato personalmente è stato ‘Revolver’. Mi piaceva ‘Eleanor Rigby’, così l’ho incisa su un piccolo registratore casalingo, senza conoscere le parole né capirne il senso. È stata la mia prima registrazione in assoluto: solo voce, perché non sapevo gli accordi”. Ha preso lezioni di chitarra classica, ma si è stufato alla terza lezione: cercava l’hard rock di Tommy Iommi, ma trovò solo estenuanti lezioni di solfeggio.

Si vede da subito come la voglia di vocalizzare di Pieruoa si trasporti anche su altri musicisti. Come non ricordare il vuocalist dei Blueack Sueabbath Ozziuauay Ousbourne? Per non parlare del cugino di Toni, Tommy Iommi. Mi immagino il piccolo Pierino che canta “Shuauauaon shauauauaon”, con le musiche di Ennio a fargli da compagnia… Ovviamente anche il nostro parla dei Beatles. Oh, ma che ci sia mai nessuno che come primo disco ha comprato Afrik Simon. No. Tutti i Beatles. I Bluvertigo, probabilmente, Stockahusen. E poi: notate come è furbo Piero Peloo. Già ci dice che esiste, da qualche parte in una cantina di Firenze, un home tape in cui si sente un bimbo cantare: “Eleuanoar Rigbyiea, picks uauap the riauiace in a chuarch…”. Siamo già pronti per il disco di inediti?
Una piccola nota per il primo maestro di musica di Pelùa. Coraggio, tu ce l’hai messa tutta. Non è stata colpa tua, dai.

Al liceo scoppiò l’amore per i Genesis di Peter Gabriel e per gli scantinati, perfetta espressione del suo animo underground: in quello sotto casa ha fondato la sua prima band, i Mugnions.

E già, l’animo underground è uguale a passione per gli scantinati. Ma, volendo, anche per le tombe, i rifugi antiatomici. Peccato che a Firenze non ci sia la metropolitana, eh, Pierground? Certo che però negli scantinati è custodito il vino. Ah, non mi dire che il nome “Mugnions” ti è venuto da sobrio. Lo spirito underground, è a causa di quello?

I Mugnions non miravano al successo: “Io suonavo per trovare uno sfogo alla mia inquietudine, al disagio, alla certezza di non appartenere a nulla di quel che mi circondava ma solo alla musica!”.. Il punk gli ha riservato anche qualche delusione, come un vecchio live di Patti Smith a Firenze: “Uno strazio: lei e i suoi deliri mistici. Aspettavo quel concerto da un anno, avevo comprato il biglietto sei mesi prima, sono tornato a casa dopo mezz’ora”.

Allora, prendiamo nota. Sfogo, c’è. Disagio, c’è. Certezza negata, c’è. Non appartenenza a X, c’è. Perfetto, sei punk. Patti Smith, invece, non lo è mai stata. Forse Piero ha sbagliato a comprare il biglietto, pensava che Patti Smith avesse a che fare con gli Smiths? O forse ha letto male, perché immerso nel buio del suo underground interiore ed esteriore (cioè nella cantina di casa sua), un articolo che la riguardava? I deliri mistici, uno strazio. Sono d’accordo, Piero. Uno strazio tipo questo: “Spirito libero / sto contento quando mi parli dentro / Libero Spirito / sto contento quando mi balli dentro / Sei la scintilla che scatena l’intensità / fratello libero sei il Genio della lampada / cambia la rabbia dal mio corpo quando ci sei / e ogni problema è un labirinto fantastico / Vaea vae vaea vae oh oh Spirito” (da “Spirito”.)

Il primo concerto dei Mugnions, l’8 marzo 1980, attirò solo pochi compagni di scuola; al secondo, il primo maggio, c’era una “folla” di trecento curiosi. Un amico del padre del bassista li fece partecipare al festival Versilia Rock ’80 con Gianna Nannini e gli Skiantos. “Fu un’esibizione imbarazzante”. Decisero di dedicare più tempo alle prove nello scantinato, ma questo provocò la rivolta di tutti i condomini. I Mugnions chiusero la loro breve e poco gloriosa carriera il 19 ottobre del 1980, con il proprietario del locale dove si erano appena esibiti che si rifiutò di pagarli perché gli spettatori erano troppo pochi.

I Mugnions: tre concerti, poco pubblico, condivisione del palco con grandi nomi, dedizione e prove, rivolta popolare contraria, meno di un anno di presenza nel mondo musicale, chiusura saldo in rosso. Mi piacciono, i Mugnions.

L’avventura Litfiba iniziò così: il tastierista Antonio Aiazzi suonava in un gruppo a cui mancava il cantante. Piero lo conosceva, ma sperava che si fosse dimenticato di lui perché… “Nel 1979 ero andato a una sua festa punk e gli avevo distrutto la casa. Ripensando a quell’episodio, ridiamo ancora”. L’incontro avvenne nella storica cantina di via Bardi 32, a Ponte Vecchio: oltre ad Aiazzi c’erano il batterista Francesco Calamai, il bassista Gianni Maroccolo e il chitarrista Ghigo Renzulli. “L’atmosfera era bellissima. Tutti mi accolsero bene, perfino Aiazzi”.

E figuriamoci se Pierompe non aveva l’episodio punk per antonomasia alle spalle. Avrà sicuramente distrutto la casa mentre lo stereo mandava a palla i Sex Pistols e Pierconato distruggeva tutto a getti di vomito, stando a terra. È abbastanza punk underground, questo?

I Litfiba hanno esordito dal vivo l’8 dicembre 1980, il giorno in cui moriva John Lennon. Piero si dimostrò subito un animale da palcoscenico e improvvisando, si lanciò più volte sul pubblico come aveva visto fare a Iggy Pop: “La gente sotto palco, impreparata, per due volte si prese il mio corpo in faccia. La terza si aprì come le acque davanti a Mosé e io rischiai la vita”.

Intanto bisognerebbe portare rispetto, e non legare due eventi abbastanza distanti con la data comune. Ma ormai ciò che è stato è stato. E poi, insomma, voi fortunelli che eravate tra il pubblico al primo concerto dei Litfiba, aprirvi più velocemente, no, eh? E come facevate ad essere impreparati ad un evento del genere? Ma da dove venite, dalle caverne? No, non intese come underground.

Firenze stava diventando la capitale del nuovo rock italiano, ma Piero non avvertiva questo fermento: la sera di Natale partì per Londra, dove sognava di vivere gli aspetti più creativi ma anche distruttivi del punk. Il risveglio fu traumatico: “I punk che incontravo nei locali erano sempre meno, tutti leccatini da salotto”. Una sera al Marquee decise di comportarsi da punk nel tempio del punk, tagliuzzandosi ovunque sempre in omaggio all’icona Iggy Pop: furono proprio i venti punk presenti a denunciarlo e a farlo sbattere fuori dal locale.” Rientrò a Firenze più confuso di quando era partito.

Grande Piero. Sempre sulla notizia, eh? Intorno a lui il fermento, ma Peloo che fa? Se ne va a Londra, fondamentalmente, per ascoltare la musica (aspetto creativo del punk) e per strafarsi come un cammello (l’altro aspetto distruttivo del punk, oltre il devastare casa di Aiazzi). Siccome nessuno lo caga, che fa? Va al Marquee e si taglia le braccia. Alcuni dei presenti lo imitano e si martellano le palle, allo sfinimento. Evviva i venti punk giustizialisti, evviva.

Tutti erano all’oscuro che Piero intendeva trasferirsi a Londra per sempre, così non fecero caso al suo fallimento e l’avventura con i Litfiba continuò senza traumi o spiegazioni. Riprese gli studi: un anno di Giurisprudenza e uno di Scienze politiche. Abbandonata l’università, rifiutò anche l’uniforme: “Ero e sono pacifista convinto: ho svolto il servizio sociale all’Arci di Firenze nel biennio 1984/1985 un’esperienza ricca di forti cariche umane”. Nel 1982, Piero & Litfiba vinsero il secondo Festival Rock di Bologna e incisero il loro primo singolo con front cover di Irvin Penn. Le canzoni erano “Luna” e “La preda”, il cui testo venne frainteso. Sempre nell’82, uscì l’ep “Guerra”: il master costò un milione e centomila lire, un vero capitale per le finanze della band.

Insomma, del fatto che Pierwow se ne fosse andato a Londra e che fosse tornato con un biglietto che diceva “persona non gradita alla Regina”, non gliene può importare nulla a nessuno. Quindi il nostro si rimette la giacchetta e prova ad andare all’università. “Prova” nel vero senso del termine, come se fosse una degustazione. Un anno qua, un anno là. Poi il solito servizio a cazzeggio all’ARCI, in cui avrà sicuramente trombato come un ossesso (l'”esperienza ricca di forti cariche umane”). Fino all’inizio del successo, ahimè nella mia città adottiva. Notate come non sono i Litfiba a vincere il festival, ma Piero e i Litfiba: ottima prova di revisionismo storico. Ma il successo porta subito all’esborso economico e alle incomprensioni. In effetti il testo in questione è veramente ambiguo. Ma i grandi artisti non sono mai capiti, Piero. O per raffinato cripticismo, o per sovrabbondanza di vocali.

fine seconda parte

16 commenti

Archiviato in I'm Happy Just To Dance With You, I've Just Seen A Face

16 risposte a “Il Pelù sullo stomaco – seconda parte

  1. mi sono fermata ai genesis e peter gabriel.
    non dovevi appuntarlo, questo appunto.
    soffro.
    dio, come soffro.

  2. utente anonimo

    okay, i Litfiba mi piacevano. canzoni come Tex, Gira nel mio cerchio, Louisiana sono piantate nei miei ricordi di ragazzina come cozze su uno scoglio…ma posso avvalermi della giustificazione per eccellenza:ERO IN CONDIZIONI AMBIENTALI SFAVOREVOLI, in un isolato paese del sud, insomma non avevo gli strumenti giusti … (ma c’era anche un ragazzo che mi piaceva che mi passava i dischi,e io ero tutta gasata quando mi parlava di Pieroah )

    ooooh,luisianaaaah…piovesudinoai…

    Mei

  3. utente anonimo

    adoro i primi litfiba, fino a litfiba tre. quando ancora le parola non finivano in OA, per intenderci. questa biografia però è BELLISSIMA:)

    e questa gente appone firme?
    cioè, la firma di questo tanghero ha ancora un peso?:)
    certo, avesse firmato nel 1989….

  4. …adesso però arriva la parte dove continuare con questo tono diventa un po’ ingiusto… dai, saltala🙂

  5. Nemmeno la forza di leggerti, fratello. Ma almeno quella di lasciare un abbraccio, sì. Quella sì. Uff.

  6. TONY Iommi porco cazzo, chi diavolo sarebbe Tommy Iommi? Il fratellino scemo?

  7. utente anonimo

    no, non ha sbagliato nome, ha sbagliato gruppo. Tommy Iommi è il chitarrista dei Black Samba. semplicemente un equivoco.
    FEDEmc
    Tafà…

  8. Yommi… non era il nome di uno yogurt? Potrei confondermi, in compenso vi giuro che una volta ho visto un gelato confezionato che si chiamava Yo-Kono…

  9. utente anonimo

    guardate che ha semplicemente copiato la biografia dal sito di pelù!

  10. utente anonimo

    è vero ho controllato… meno male, temevo che quella gita nel deserto, e soprattutto l’amicizia con il dott. N, non ti avesse insegnato niente.
    FEDEmc

  11. rael: eh, che vuoi. colpa sua.mei: si fa outing uno dopo l’altro, eh?anonimo: grazie, ma non capisco la cosa delle firme. me la spieghi?valido: no mercy.fratello: mo’ ti scrivo. poi queste cose, se proprio vuoi, te le leggi con calma. non che ti perdi niente, eh…benzina: come dice l’anonimo più sopra, è colpa del biografo.fede: adoro i black samba. ci conosciamo da anni e non ne abbiamo mai parlato? ingredibbile.

  12. Il nome Mugnions deriva dal Mugnone, una specie di fiumicello secco che scorre di fronte a casa di Pelù (all’epoca). So che non apporta nulla alla storia, ma era così per partecipare. Io c’ero ai primi concerti dei Mugnions, in qualità di compagna di classe. I Litfiba poi non li ho mai amati.

  13. utente anonimo

    Purtroppo Piero è finito nel 1996, meno male che dopo che ha cominciato a fare il solista la storia dei Litfiba e continuata con nuova energia

  14. utente anonimo

    fottiti bastardoa

  15. utente anonimo

    piero pelu’ è il migliore

  16. utente anonimo

    senti ‘na cosa: ma vaffanculooooooooooooooooooooooooooo!!! idiota!
    meriti di ascoltare i dari!!!! o rihanna!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...