Un weekend postmoderno

Domani, finalmente, inizierò il seminario nella nota-università-con-le-scale-mobili. Ovviamente il mio portatile non si poteva fare sfuggire la ghiotta occasione, e quindi adesso ha deciso che ogni volta che c’è un’animazione in PowerPoint lui emette un rumore che, perdonatemi, assomiglia a quello di un peto con sordina. “Prrfft”. Gli studenti saranno entusiasti, e inizieranno a sghignazzare, sempre composti nei loro abitucci firmati e senza che un filo di trucco si sposti. Se mi chiederanno dove ho scaricato l’incredibile petosuoneria, indicherò loro questo sito. Sconvolgerò le loro abitudini-per-bene? O mi troverò ad ordinare orrendi cocktail alla fragola con loro?

Nei giorni passati ho tenuto tre incontri in tre scuole diverse. Momenti topici:

  • alla fine di una lezione a Gorizia, posto dove sono nato e ho vissuto fino a qualche -sette- anno fa, si avvicina un giandone di due metri e mi dice: “Ciao Francesco, forse non ti ricordi di me, sono F., il fratello di F., eravate amici da piccoli”. Quando io e F. ci frequentavamo, F. era piccolo piccolo, e secondo me manco molto sveglio. Non so se adesso sia sveglio, ma mi avrebbe potuto uccidere con una mano. Speriamo che non si ricordi di eventuali mie prese in giro che possano avere turbato la sua infanzia;
  • incontro a Udine; i ragazzi hanno letto un mio racconto che si intitola “Puttana” e parla di un ragazzino la cui madre fa la prostituta, appunto. Una ragazza alza la mano e mi chiede: “Il racconto è autobiografico?”;
  • durante l’incontro a Trieste mi sono portato dietro V. , e l’ho presentato, ridacchiando, come la “mia guardia del corpo”. In una pausa una ragazza viene da me e mi fa: “Ti posso chiedere una cosa? Ma tu e la tua guardia del corpo siete fratelli?”

Ho visto amici a Gorizia, ho sbevazzato allegramente, stimolando la parte friulana che evidentemente da qualche parte alberga (o bivacca) in me. E ho anche mostrato a V. la cassapanca. Mi sono commosso anche io, era anni che non rivedevo il comodo giaciglio.
Sono anche andato al Chocofest di Gradisca d’Isonzo, una cosa quanto meno imbarazzante. Soprattutto la Chocogallery, e il Palachoco. Mi sembrava di stare a Topolinia o nella città dei Puffi. Nel Palachoco la situazione è agghiacciante. Non è né più né meno che un tendone da giardino sotto il quale ballano qualche orripilante melodia discolatina tre elementi. Il Maestro di Cerimonie (M.C.), una mamma e la sua bimba. Il resto della gente guarda e sorride, forse inebetita dalla cioccolata. Mi sposto, ma nella Chocogallery (identica al Palachoco, solo di forma allungata) l’M.C. della situazione urla in un microfono cose come “No alla dieta” (giuro).

La settimana è però iniziata male. Svegliatomi il lunedì mattina, dopo cinque minuti cinque vado in cucina, dove i miei sorseggiano caffè pensierosi. Piccola premessa. Da qui al ventuno dicembre sarò sballottato qua e là come una palla da flipper, saranno giorni intensi e faticosi. Con questo pensiero sono andato in cucina per iniziare questa settimana.
“Ngionno”, faccio io, forse ancora un po’ ubriaco.
“Buongiorno”, dicono loro. E, subito dopo, con dei tempi che manco Ben Johnson quando diceva “Ma che me frega, me pijo anche ‘ste artre pillolette, anvedi che scatto poi”, aggiungono: “Sai, il tuo conto in banca è un disastro”.
Tento di ricominciare da capo, pensando che a volte quando il portatile mi si blocca, basta resettare.
“Ngionno (dicevo)”
“Ma dove li metti i soldi?”
Ho tentato inutilmente di premere alt+ctrl+canc, ma non c’è stato nulla da fare.

18 commenti

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18 risposte a “Un weekend postmoderno

  1. anche il mio è in rosso fra…e devo fare il biglietto dell’amato cisalpino con 2 CHF…dici che ce la faccio?
    alla prossima.
    Fra

  2. …ehm…non e’ piu’ in rosso…mi hanno pagata oggi…e vabbe’, un po’ di bohème non ti farà male…
    (puoi mandarmi affanculo, se vuoi…capirei).
    saluti ricchi.Fra

  3. A nessuno fregava niente delle sue lezioni.Non si era mai posto il problema che a volte è meglio stare zitti invece di scrivere stronzate su stronzate.E poi come lo giudicate voi uno che sputa sul piatto dove mangia?Prima ancora che il piatto gli sia stato servito?Quanto vuoto mascherato da letteratura nel suo inutile diario virtuale.Siamo certe,che nella scuola con le scale mobili e il trucco sempre al suo posto lui,lo scrittore mancato,proverà a rendersi pietoso e interessante per conquistare anche il più remoto pelo di figa.- continua –

  4. bè, se l’università di cui tu parli è quella a cui penso io, ne troverai in abbondanza…

  5. utente anonimo

    Againinthelife, sei grande. Sottoscrivo pienamente.

  6. Perbacco! Due detrattori anonimi uno dietro l’altro, fratello. Quasi quasi ti invidio… 🙂

  7. fio

    Io studio in quella scuola e fighetto sarai tu.Non ti conosco ma da quello che leggo(come sei scontato)non potrai mai cambiare le mie abitudini.La verità è che non capisco se sei ironico oppure no.Io credo di no,l’ironia,sento,non ti compete.Da un pò che ti volevo muovere qualche critica.Sono arrivata tardi.Againthelife perchè non apri un blog tutto tuo ?Mi divertirei sicuramente di più.Tua fan.

  8. che bello, che bello, i troll 🙂

  9. hai visto?
    come si dice..purchè se ne parli.
    certo ci piacerebbe leggere ciò che di essenziale puo comunicarci mr. again, anche lui in quanto sputare nel piatto in cui mangia non scherza.
    daje!
    oops..non ho usato le maiuscole…verrò punito dal sommo?

  10. utente anonimo

    Daje.depiù le maiuscole sono importanti,se mi permetti ti correggo:”Hai visto? Come si dice..purchè se ne parli. Certo ci piacerebbe leggere ciò che di essenziale puo comunicarci mr. again, anche lui in quanto sputare nel piatto in cui mangia non scherza. daje! Oops..non ho usato le maiuscole…verrò punito dal sommo?”.

  11. Uhm… Secondo me anche tu hai fatto il Classico quando era ancora in V.le XX settembre. Sì/No/Parolaccia?

  12. Sieti degli idioti (con la i minuscola, non vorrei che pensaste a un complimento).
    Questo è uno dei più bei blog da me visitati.
    Finalmente qualcuno che sappia scrivere!
    Che brutti scherzi fa l’invidia!

  13. utente anonimo

    fra: eh, figurati se ti invidio o ti mando… Al massimo ti chiedo un prestito.ma3got: solo una citazione, tranquilla 🙂 fratello: “ah, il peso della celebrità”, disse lui accarezzando il suo troll da salotto…invasiva: uhmm… no. Ho fatto un’altra scuola. Ma perché, dov’è il classico adesso?

  14. utente anonimo

    E’ stato spostato per diverso tempo in p.zza del Duomo, ristrutturato e reso di nuovo agibile in v.le XX settembre da un paio d’anni. Ora è bellissimo. Servono altri aggiornamenti? 😉

  15. Anonimo

    E questi quattro espedientucci da narrativa di serie C li chiami saper scrivere? Altro che troll, miei cari ingenuotti tenerotti stupidotti… il fatto è che qui c’è una COLTURA di stronzate da prendere in giro… finirà sommerso di altrui risate, questa chiavica… l’ unica cosa che urta è vedere gente che ancora ci casca e si beve le vanterie mascherate di falsa modestia di questo megalomane… ah, che disastro… que viva el partido dei molestatori (o troll, come più vi aggrada)!!!

  16. Anonimo

    “..si beve le vanterie mascherate di falsa modestia di questo megalomane..”
    perfettamente d’accordo

  17. Anonimo

    Cazzo, ma da dove viene tutto questo livore e questa dietrologia di fronte(…….fantastica la “dietrologia di fronte”) a un diario virtuale tra l’altro ricco di suggestioni?? Solo invidia?? Credo si tratti più di disadattamento virtual-celebrale.
    EPPOI…la cosa dello “…sputa sul piatto in cui mangia” è veramente surreale. Sembri uscita/o da Porta a Porta!
    Ma come se po rosicà così tanto!!??

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