I Beatles e la teoria dell’attualismo

Come mi ero ripromesso di fare, parlo dei Beatles. Qualcuno ha sollevato il solito interrogativo: ma Yoko Ono? E molti altri dicono: ma Let It Be… Naked? Partendo da un brano di una mail che scrissi mesi fa ad una cara e splendida fanciulla, tento di dare la mia risposta all’annoso problema. (Scusa, R., se stai leggendo, spero che tu non ne abbia a male.)

Charles Lyell

sostengo che yoko ono abbia rotto i coglioni. ora, questo non vuol dire che lei sia la causa dello scioglimento dei beatles. a questo punto, per spiegarmi, apro una lunga parentesi. io credo profondamente nella teoria dell’attualismo, di lyell, credo. lyell diceva e direbbe tuttora, se potesse, che ogni fenomeno del passato va spiegato con i mezzi del presente. lui, se non sbaglio, si riferiva a grossi cambiamenti geologici del passato. insomma, nessun diluvio universale. bastano terremoti forti, inondazioni forti, eccetera. cosa c’entra questo con i beatles? c’entra. perché, immagina la situazione: quattro pischelli amici che si vogliono bene e vivono praticamente insieme 24 ore su 24. arriva una tipa, uno si innamora di lei. e il tipo in questione, che per mantenere l’anonimato, chiameremo mister x lennon, è piuttosto debole, complesso di edipo irrisolto, oltre che complesso ben avviato. la tipa in questione, che chiameremo per motivi noti mrs y ono, inizia a dire: ma molla quei tre sfigati. e fammi cantare pure a me (questo accade in the continuing story of bungalow bill. lei è quella del coro che stona. e si sente di brutto). considera, inoltre, che i quattro sono piuttosto stressati e pressati, da impegni ed altro. che si fanno un po’, e questo aiuta la creatività, ma non l’equilibrio e la calma. e, dulci$ in fundo, hanno appena deciso, o meglio, qualcuno ha deciso per loro, di fondare un’etichetta, la apple. di cui a loro, tranne ad uno, non interessa minimamente la gestione. (piccolo quiz: chi è l’unico a cui interessa, secondo te?).

per concludere: se uno ti raccontasse questa storia, senza citare i quattro di liverpool, come se fossero quattro ragazzi di verbania, che so, come penseresti andrebbe a finire?
la teoria di lyell (ripeto, non sicuro che sia lui) mi ha convinto ancora di più quando sono andato per la prima volta al festival di venezia, e ho visto grandi attori sospirare, avere dei problemi di stomaco, inciampare, grattarsi. e ho scoperto che anche a nicole kidman, quando suda nelle scarpe da ginnastica, puzzano i piedi.
Ovviamente l’ultima affermazione è frutto di speculazione. No, metti che non si era capito.
E veniamo, adesso a Let It Be… Naked (se non vi dispiace, d’ora in poi LIBN). Già ne ha parlato il mio fratello di parole, e concordo con quello che ha detto. Ci sono recensioni molto buone in rete. La mia, al solito, è un’accozzaglia di riflessioni assolutamente “amatoriali”.
La domanda che mi faccio da quando l’ho comprato è: “Consiglierei a qualcuno di comprare LIBN?” Non lo so. Il punto è che il disco che ha fatto storia è stato Let It Be. Per un gruppo come i Beatles conta anche l’impronta lasciata nella storia, in tutta la cultura occidentale dal 1962 in poi; spesso si tratta di un’impronta perfetta, splendida, netta. A volte non è così. Insomma, LIBN non è il disco da ricordare dei Beatles. Tra tutti i loro dischi, intendiamoci, neanche Let It Be è un disco da ricordare (sebbene tutta la produzione dei Beatles è grandiosa e decisamente oltre il tempo). Diciamo che è una chicca per filologi e appassionati, che quando lo sentono, di solito, godono. Certo, se avessi tanti soldi e dovessi regalare ad una persona che non ce l’ha Let It Be, regalerei anche la nuova versione. Due dischi, anzi, tre.
Altro punto: il bonus disc di LIBN, che viene chiamato Fly On The Wall Disc. Ecco, secondo me è veramente poco utile. Se ne poteva fare a meno. Pezzi di conversazione e pezzi di canzone, per ricordare il clima in cui venne registrato Let It Be. Come se uno ti desse un barattolo con l’odore di un arrosto e ti dicesse: “Ah, però, com’era buono!”
LIBN come una bieca operazione commerciale? Non saprei. Certo che è emozionante sentire “The Long and Winding Road” in questa versione.
Ho fatto una prova. Ho fatto sentire prima la versione della canzone di Let It Be, poi quella di LIBN. La mia amica ha fatto prima “oooh” e poi “ooooooh”.
Emozioni, dopo trent’anni, fresche e frizzanti. Anche per questo i Beatles sono grandi e li amo.
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8 commenti

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8 risposte a “I Beatles e la teoria dell’attualismo

  1. fio

    beh. anche io ho fatto “ooooooh” sentendo the long and winding road Naked, anche se avevo un sottofondo blaterante in stanza. e mi ricordo anche di aver fatto “aaaargh” sentendo yoko ono miagolare in bungalow bill.
    nota di servizio: la mia casella di libero è deceduta stamattina. non si apre più. 😦

  2. fio

    ah e poi volevo aggiungere una considerazione a proposito della tua domanda. LIBN una bieca operazione commerciale? non so, ma non penso. io che non sono una fan sfegatata di sicuro non lo comprerei, per esempio. preferirei magari prenderne altri originali (Abbey road, sergent pepper’s, per dire) e masterizzarmi questo. io credo che sia un cd rivolto più che altro agli appassionati, come te ad esempio, in grado di capire – apprezzare le differenze rispetto alla versione precedente. un disco da filologi, come dici tu. poi può essere che mi sbaglio e che invece avrà un successone – magari alla fine me lo compro pure io! – vedremo che dicono le charts prossimamente. saluti.

  3. Non potevo ovviamente, astenermi dal commento:)
    la tua recensione mi piace, il tuo commento su mrs y Ono è puntuale. Il complesso di Edipo irrisolto di lennon è altamente plausibile (che bello fare psicologia posticcia). Ti rendo atto della tua diplomazia…quanto al mio punto di vista sono di certo di parte. io sono stata cresciuta con una certa avversione per Yoko Ono e non sono tanto diplomatica anche per carattere (mea culpa, ok). A me la signorina mi sta sulle scatole anche se devo dire che a tratti mi sento profondamente ambivalente: ad esempio ho affittato dalla phonoteca UNCUT con John e Yoko per scannerizzarmi le loro foto ed appendermele e ieri al Covo quando hanno proiettato la foto della coppia suddetta sono abbastanza trasalita (emozione infantile). Al di là di questo la trovo un prototipo di donna invasiva e tentacolare, che personalmente mi arrigira le budella. Per il Naked sai come la penso. Non voglio che questo commento ecceda lo spazio che si conviene ad un buon post. ne riparleremo, comunque. Ciao

  4. Ottima l’osservazione su Yoko, sono d’accordo. Il “Fly on the wall” disc è perfettamente inutile e secondo me è stato pubblicato anche per i nostalgici degli interventi che si sentivano sulla versione originale (come per dire “sì, abbiamo tolto le conversazioni di fondo ma ora ve le potete godere interamente su un cd”). Insomma, una roba da feticisti. Sulla “sporca operazione commerciale” sono assai combattuto. SI’ perchè la campagna pubblcitaria del disco è stata possente e perchè non si capisce bene fino in fondo perchè abbiano deciso di pubblicarlo proprio ora. NO perchè si sapeva quanto McCartney tenesse al progetto originale del disco che era stato asfaltato dalla produzione di Spector. Anyway, il disco è bellissimo (più di prima) e questa è la cosa più importante.

  5. Beh, io ero molto dubbioso se comprarlo o no, l’unica cosa che mi interessava era proprio il Fly On The Wall. Ma se mi dite che non è niente di che, allora di comprarlo questo disco non se ne parla più.
    E poi sarò purista, ma è un disco apocrifo. ‘Versioni ripulite’ di canzoni che però sono state fatte totalmente in provetta. Secondo me non è un disco per i fan. I fan hanno già le canzoni e probabilmente hanno già anche i bootleg con tutte le Long And Winding Road originali… per me è commerciale, e basta.

  6. no vabbè non mi ha mai dato l’ idea di operazione commerciale bieca, in quanto il disco si rivolge proprio già ai maniaci come noi, che sanno cogliere le differenze con il primo let it be, è già l’idea di partenza che lo “scommercializza”…

  7. Pingback: Dire no all’artismo | A Day in the Life

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