La rivolta degli oggetti – parte terza (detta anche “Revolution”: ma li mortacci dei Wachowski)

Oggi mi si prospettava una giornata di lavoro. Devo preparare dei seminari da tenere in una nota-università-con-le-scale-mobili. Visto che là sono tecnologicamente avanzati, mi sono detto: “A Francè, qui devi usare PowerPoint, ché fa fico”. E vabbè, usiamo PowerPoint. “E poi, per fare vedere i pezzi di film, mi raccomando, non le vecchie e squallide vhs: divx e dvd”. Va bene. Martedì tutto bene. Mercoledì (oggi secondo il mio orologio biologico, ieri secondo quello di Splinder… e a pensarci bene anche secondo altri) un disastro.
Apro PowerPoint, inizio a comporre una diapositiva e, senza dire nulla, il programma muore. Poff. Se ne va. Riavvio il computer e penso di dare una pulita al disco. Ma la pulizia disco non ne vuole sapere. Inizio a sudare (e sto attento a non sgocciolare sulla tastiera). E ripenso alla prima rivolta. Ma lì era per causa mia.

Riprovo: come prima. Ma stavolta, avendo attaccato le casse, viene emesso quel bellissimo stacco d’archi sintetici che Windows usa come messaggio d’errore. Senza che appaia alcun messaggio d’errore.
Allora esco e lascio che vada di nuovo la pulizia disco. Vado in edicola a comprare qualcosa e vedo il DVD di Moulin Rouge. Manco ci penso. Lo compro.
Spendo, tra giornali e altro, una trentina di euro. L’edicolante fa il conto e quando vede il risultato mi dice:
“Bravo”.
“Grazie”, rispondo io. E torno a casa. Insomma, ho comprato il DVD di Moulin Rouge e sono contento.

La pulizia disco non va. Ma riprovo con PowerPoint e, magicamente, funziona. Ovviamente salvo il mio lavoro ogni cinque secondi. Un po’ stressante, ma sapete. Intanto ho perso tutto il pomeriggio, ho fame.

Si fanno le dieci. Vado a vedere Matrix Revolution. Non me ne frega niente, ma lo faccio per dovere, diciamo… E poi, penso, non sarà brutto come Matrix Reloaded.

Infatti è peggio. Ma da questi qua che ci si può aspettare? ‘Fanculo.

Torno a casa incazzato. Entro in camera e accendo la luce. Niente. Svito e avvito la lampadina. Niente. Sono tutt’ora quasi al buio. Mi siedo davanti al pc, mi accendo una sigaretta e inizio a smanettare sul blog. Sono loggato, ma quando lascio i commenti qua e là mi segna come anonimo. Non capisco. Mi riconnetto. Funziona. Mah. Poi aggiorno il template. “Ok”. Non si aggiorna. Riprovo. Niente. Aririprovo. Va. Arimah. Guardo perplesso lo schermo del portatile, faccio un gesto sbagliato e il contenuto del portacenere finisce sul mouse e sul tappetino.
Per sicurezza ho spento il cellulare. E adesso vado a letto. Sempre che questo post sia pubblicato.

P.S. Giuro che è la terza volta che lo scrivo e lo correggo, questo post maledetto. Ma che succede? Sono le tempeste elettromagnetiche?

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6 commenti

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6 risposte a “La rivolta degli oggetti – parte terza (detta anche “Revolution”: ma li mortacci dei Wachowski)

  1. tempeste energetiche interiori direbbe una mia amica new age…

  2. grandissimo moulin rouge,è uno dei miei film preferiti..

  3. help. me. I. am. in. troubles.

  4. matrix reload è peggio di revolution..

  5. Pingback: Ritorno a scuola | A Day in the Life

  6. Pingback: Un weekend postmoderno | A Day in the Life

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